In Germania un milligrammo di THC costa, a seconda del preparato, tra dodici centesimi e 1,40 euro. L’Arbeitsgemeinschaft Cannabis als Medizin ha messo a confronto i prezzi. L’ampiezza della forbice è notevole, e lo sono anche i limiti del confronto.
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Dall’estate, nell’assicurazione sanitaria obbligatoria, non è più la sola valutazione del medico a decidere con quale prodotto inizia una terapia a base di cannabis. Prima degli estratti e dei preparati galenici viene un tentativo terapeutico con un medicinale pronto autorizzato, e il Bundestag il 15 ottobre ha limitato ancora una volta questa sequenza alle indicazioni autorizzate. La priorità è stata motivata, tra l’altro, con l’economicità.
L’Arbeitsgemeinschaft Cannabis als Medizin ha quindi calcolato quanto costi effettivamente il principio attivo nelle diverse forme di somministrazione. Il calcolo è semplice: prezzo diviso per la quantità di THC contenuta, convertito in un milligrammo.
Quanto costa un milligrammo di THC
| Preparato | Prezzo per milligrammo di THC | Base del prezzo |
|---|---|---|
| Exilby, 1 x 28 ml | 1,401 euro | Prezzo di vendita in farmacia 2026 |
| Exilby, 3 x 28 ml | 1,373 euro | Prezzo di vendita in farmacia 2026 |
| Naxiva e Panaxol THC25 | 0,813 euro | GKV, AOK |
| Tilray THC25 | 0,611 euro | GKV, AOK |
| Sativex | 0,437 euro | AVK, AOK |
| Dronabinolo al 2,5 per cento, liquido | 0,235 euro | Hilfstaxe, AOK |
| SOMAÍ 25:1, pazienti paganti in proprio, in media | da 0,14 a 0,18 euro | Pazienti paganti in proprio |
| SOMAÍ 25:1, farmacie economiche | circa 0,12 euro | Pazienti paganti in proprio |
Tra la voce più cara e quella più economica della tabella c’è un fattore dodici. Se si prendono come termine di paragone i fiori essiccati, il divario è ancora maggiore: l’ACM giunge alla conclusione che il THC in Exilby costa più di venti volte quello contenuto nei fiori. Per due o tre grammi di fiori indica una cifra tra 20 e 30 euro.
Perché i numeri non dicono tutto
L’ACM stessa indica le proprie limitazioni, ed esse sono abbastanza importanti da non essere saltate a piè pari. Si tratta di un puro confronto dei costi del principio attivo, espressamente non di un’affermazione sull’equivalenza terapeutica. I preparati si differenziano per formulazione galenica, indicazione e forma di applicazione, oltre che per stato di autorizzazione, livello di evidenza e biodisponibilità.
Non è una formalità. Un preparato assunto per via orale e un fiore inalato forniscono lo stesso principio attivo per vie molto diverse, con un diverso inizio d’azione e una diversa disponibilità nell’organismo. Un milligrammo, quindi, non è dappertutto un milligrammo, almeno non nei suoi effetti. Nel caso di Sativex si aggiunge il fatto che il confronto non tiene conto della quota di CBD contenuta, per cui il preparato offre più di quanto il calcolo rappresenti.
Anche i livelli di prezzo non sono uniformi. I prezzi di riferimento dell’AOK riportati nell’elenco risalgono a ottobre 2025, i dati su Exilby e SOMAÍ a settembre 2026. Chi legge la tabella non confronta quindi in modo uniforme lo stesso momento.
Che cosa resta di tutto questo per il dibattito sul rimborso
Nonostante tutte le limitazioni resta un dato che le limitazioni non bastano a spiegare: i preparati che il legislatore ha messo in prima fila si collocano, in questo elenco, all’estremità superiore della scala dei costi. Exilby è un medicinale pronto autorizzato e allo stesso tempo la voce più cara, mentre il dronabinolo come preparato galenico costa un sesto di esso.
Ciò è in linea con quanto ha ammesso il governo federale stesso. Rispondendo a un’interrogazione dei Verdi, ha dichiarato di non attendersi dalla priorità dei medicinali pronti alcun risparmio rilevante. Chi motiva una regola di priorità con l’economicità dovrebbe essere in grado di spiegare perché i preparati prioritari costino di più per milligrammo di principio attivo.
A ciò si può obiettare che un medicinale pronto all’uso autorizzato offre più del semplice principio attivo, ovvero una qualità comprovata, un’efficacia verificata e un dosaggio affidabile. Proprio su questo il legislatore ha fondato anche la priorità accordata a tali medicinali. Chi misura il prezzo di un preparato in base al milligrammo, misura soltanto una dimensione. Entrambi gli argomenti coesistono, e i dati dell’ACM forniscono al dibattito la base finora mancante.
Per i pazienti, la parte pratica è comunque un’altra. Dall’estate i fiori non sono più prescrivibili a carico delle casse mutue, e il ruolo che il contenuto di THC svolge nel rimborso lo abbiamo illustrato in un articolo dedicato. I prezzi dell’elenco dell’ACM riguardano quindi in parte la cassa mutua, in parte il proprio portafoglio.
Avvertenza: questo articolo riflette la situazione al 15 ottobre 2026. Gli importi indicati sono dati di economicità e non costituiscono una raccomandazione terapeutica. La scelta, l’inizio e il cambio di una terapia spettano esclusivamente al medico curante. La cannabis medicinale è soggetta a prescrizione medica.
Sollten die Krankenkassen alle Cannabis-Präparate gleich erstatten?
Fonti: Arbeitsgemeinschaft Cannabis als Medizin, comunicazioni dell’ACM del 05.09.2026, aggiornate il 06.09.2026; nostra redazione sulla priorità dei medicinali pronti all’uso.



































