In Francia, dall’8 ottobre 2026 è all’esame del Senato un disegno di legge che per la prima volta intende disciplinare in modo organico il mercato dei fiori di CBD. Il senatore verde Guillaume Gontard e altri 16 senatori e senatrici propongono un registro digitale della canapa, un obbligo di autorizzazione per i negozi di CBD e una soglia di tolleranza di 2 nanogrammi di THC per millilitro di sangue nella circolazione stradale. Nulla è stato ancora approvato, ma il testo mostra in quale direzione si sta muovendo il dibattito nel mercato francese del CBD.
📑 Inhaltsverzeichnis
- Disegno di legge sul CBD al Senato francese: chi lo sostiene
- Registro della canapa e obbligo di lotto: tracciabilità dal campo al negozio
- I negozi di CBD avranno in futuro bisogno di un’autorizzazione all’esercizio
- 2 nanogrammi di THC al volante: addio alla tolleranza zero?
- Valutazione: che cosa significa la proposta per il mercato europeo del CBD
- Domande frequenti
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Disegno di legge sul CBD al Senato francese: chi lo sostiene
Il disegno di legge è registrato con il numero 21 della sessione 2026–2027 ed è stato assegnato alla commissione per gli affari sociali. È stato presentato il 13 ottobre nel corso di una conferenza stampa. Lo sostengono le due associazioni di categoria UPCBD e AFPC, che rappresentano rivenditori e produttori di CBD naturale. Si tratta di un’iniziativa parlamentare dell’opposizione, non di un progetto del governo. Se e quando il Senato lo esaminerà è ancora incerto.
L’iniziativa arriva in una fase in cui la Francia, in materia di cannabis, tende piuttosto a seguire la linea dura. Solo in estate Parigi ha aumentato la sanzione pecuniaria forfettaria per i consumatori, come abbiamo descritto nel nostro articolo sulla legge RIPOST e sulla multa da 500 euro. Da maggio, inoltre, gli edibles al CBD sono vietati in Francia. I fiori in sé, invece, sono di nuovo commerciabili dalla fine del 2022, dopo che il Consiglio di Stato aveva annullato un divieto. Un approfondimento è offerto dal nostro testo precedente su come la Francia regola il commercio dei fiori di CBD.
Registro della canapa e obbligo di lotto: tracciabilità dal campo al negozio
Il nucleo del disegno di legge è un nuovo capitolo del Codice della sanità pubblica francese. Definisce i «fiori di canapa grezzi» come fiori di Cannabis sativa L. con un contenuto di THC inferiore al limite nazionale ed europeo. Per questi prodotti dovrebbe nascere un registro elettronico, il «casier chanvrier informatisé». I produttori vi comunicano le proprie particelle, varietà, quantità raccolte e scorte. Gli importatori comunicano quantità, provenienza, varietà e documentazione probatoria.
Ogni raccolto di una particella e ogni consegna di importazione costituisce un lotto a sé, con una propria registrazione. Senza questa attribuzione nessun prodotto può essere immesso sul mercato, nemmeno come cessione gratuita. Avranno accesso ai dati dogane, autorità per la tutela dei consumatori, polizia e gendarmeria, nonché autorità sanitarie e agricole. Gli importatori devono avere sede nell’UE oppure designare lì un rappresentante responsabile. Chi non si registra rischia fino a 7.500 euro di multa come privato e fino a 37.500 euro come impresa.
Su ogni confezione dovranno figurare in futuro il paese di origine, il numero di lotto, un’indicazione di conformità, il divieto di cessione ai minori e un’avvertenza per le donne in gravidanza. Per il settore è interessante una regola probatoria: chi durante il trasporto presenta i documenti di registro corrispondenti, vede la merce considerata in prima battuta legale. Ciò dovrebbe offrire ai rivenditori maggiore sicurezza nei controlli su strada.
I negozi di CBD avranno in futuro bisogno di un’autorizzazione all’esercizio
Chi vuole aprire un negozio di CBD dovrebbe comunicarlo al comune almeno 15 giorni prima, a Parigi alla prefettura di polizia. L’attività può essere esercitata solo con un’autorizzazione all’esercizio. Questa viene rilasciata dopo una formazione su normativa, tutela dei minori, tracciabilità e responsabilità. La vendita ai minori di 18 anni sarebbe espressamente vietata e il personale dovrebbe richiedere una prova dell’età. I distributori automatici potrebbero erogare fiori di CBD solo con un efficace controllo dell’età.
In caso di violazioni il disegno di legge prevede una scala di sanzioni: diffida, multa, chiusura temporanea, revoca dell’autorizzazione e chiusura definitiva. Dal punto di vista fiscale, i prodotti a base di fiori di canapa grezzi dovrebbero essere esclusi dalle aliquote IVA ridotte per gli alimenti. I prodotti intermedi della lavorazione, che possono avere un contenuto di THC più elevato, non dovrebbero più essere punibili all’interno degli stabilimenti di trasformazione registrati, ma non potrebbero essere venduti non trasformati.
2 nanogrammi di THC al volante: addio alla tolleranza zero?
Il punto politicamente più delicato riguarda la circolazione stradale. In Francia, finora, per configurare un reato basta la presenza di THC nell’organismo, indipendentemente dalla concentrazione. La proposta vuole introdurre un’eccezione: se il THC proviene comprovatamente da prodotti a base di CBD legali e il valore è pari o inferiore a 2 nanogrammi per millilitro di sangue, non dovrebbe sussistere alcun reato. Guidare sotto l’influenza della cannabis resta vietato, la norma si rivolge ai consumatori di CBD con tracce nel sangue.
Per fare un confronto: in Germania dall’agosto 2024 vale un valore limite di 3,5 nanogrammi di THC per millilitro di siero sanguigno, come spiega la nostra panoramica sul valore limite di THC nel traffico stradale. I valori non sono confrontabili uno a uno a causa dei diversi mezzi di misurazione. La direzione, però, è la stessa: abbandonare la mera rilevazione per arrivare a un valore che renda almeno plausibile una compromissione.
Valutazione: che cosa significa la proposta per il mercato europeo del CBD
Non è prevedibile un’approvazione rapida, perché la proposta proviene dall’opposizione e non ha il sostegno del governo. Tuttavia il testo è degno di nota, perché è lo stesso settore a chiedere regole più severe. Obbligo di registro, licenza per i negozi e verifica dell’età sono il prezzo che le associazioni sono disposte a pagare per la certezza del diritto. Questioni simili stanno occupando in questo momento diversi Paesi: in Italia la Corte costituzionale ha rinviato la decisione sul divieto dei fiori di canapa. A livello UE, il primo parere positivo dell’EFSA sul CBD definisce un quadro ristretto per gli alimenti.
Anche la Germania discute di certezza del diritto per coltivatori e commercianti di canapa. Il 14 ottobre la commissione Agricoltura del Bundestag si è occupata di una proposta dei Verdi che mira a eliminare la cosiddetta clausola sull’abuso nella legge sulla cannabis a uso voluttuario e ad aumentare all’1 per cento il valore limite di THC per la canapa industriale. La proposta di legge francese segue un’altra strada: punta su un controllo senza lacune anziché su un allentamento della definizione.
Domande frequenti
I fiori di CBD sono attualmente legali in Francia?
Sì, i fiori di CBD con un contenuto di THC inferiore al valore limite di legge possono essere venduti in Francia da quando, alla fine del 2022, il massimo tribunale amministrativo ha annullato un divieto di vendita. Gli alimenti con CBD, invece, sono vietati da maggio 2026. Finora non esiste una legge specifica per il commercio dei fiori.
Che cos’è il registro della canapa previsto?
Il «casier chanvrier informatisé» sarebbe una banca dati statale in cui produttori e importatori dichiarano ogni lotto. Verrebbero registrati superfici coltivate, varietà, quantità, scorte e provenienza della merce importata. Dogana, polizia e tutela dei consumatori potrebbero accedervi.
Che cosa dovrebbe cambiare per la guida dopo il consumo di CBD?
Finora in Francia qualsiasi rilevazione di THC è sufficiente per configurare un reato. La proposta prevede che fino a 2 nanogrammi di THC per millilitro di sangue restino non punibili se il THC proviene da prodotti a base di CBD legali. Guidare sotto l’influenza della cannabis resterebbe comunque vietato.
Quando potrebbe entrare in vigore la legge?
Non c’è una data. La proposta si trova presso la commissione per gli affari sociali del Senato e deve passare entrambe le camere del Parlamento. Poiché proviene dall’opposizione e non è sostenuta dal governo, non è certo che arrivi addirittura all’ordine del giorno.
Chi sostiene la proposta?
L’ha presentata il senatore verde Guillaume Gontard insieme ad altri 16 membri del Senato. Le associazioni di categoria UPCBD e AFPC sostengono il testo, perché darebbe al commercio di CBD naturale un quadro giuridico chiaro.
Sollte Deutschland ein ähnliches Hanfregister für CBD einführen?
Fonti: Sénat, Proposition de loi n° 21 (2026–2027) «visant à encadrer la production, la traçabilité, la distribution et certains usages des produits à base de cannabidiol», presentata l’8 ottobre 2026; BubatzNews, 14 ottobre 2026.






































