La Corte Suprema bavarese ha annullato in parte sostanziale una sentenza del tribunale di Traunstein. Il provvedimento del 13 luglio 2026 affronta una questione che, dall’entrata in vigore della legge sul consumo di cannabis, caratterizza praticamente ogni procedimento penale di una certa rilevanza. I tribunali devono continuare a determinare con precisione quale parte della quantità sequestrata era destinata al consumo personale e quale invece alla vendita.
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Il caso di Traunstein
Il tribunale di primo grado aveva condannato l’imputato per traffico illecito di cannabis in quantità non esigua e inoltre per coltivazione. Erano stati sequestrati presso l’imputato diversi sacchetti di marihuana e hashish, oltre a diverse piante di cannabis. Riguardo alla questione dell’uso personale, la camera si era limitata a constatare che l’imputato si era riservato qualcosa per il consumo personale secondo le necessità.
La Corte Suprema bavarese definisce queste conclusioni nel suo provvedimento notevolmente negligenti. Il verdetto di colpevolezza è rimasto comunque valido perché la camera aveva corroborato il reato di vendita con ulteriori fatti provati. La determinazione delle conseguenze legali è stata invece annullata. La causa ritorna a una nuova udienza presso una diversa camera penale del tribunale.
Perché l’uso personale deve essere dedotto
A prima vista, una considerazione milita contro questo impegno. L’articolo 34 comma 1 KCanG prevede lo stesso intervallo di pena per il possesso di cannabis che per il traffico. Chi legge il testo della legge senza approfondire potrebbe ritenere questa distinzione superflua. La Corte Suprema bavarese si oppone chiaramente a questa interpretazione.
Il possesso punibile ha, rispetto alle forme di realizzazione più specifiche, un minore contenuto di illiceità. Per questo motivo, la quantità destinata alla vendita e la quota per il consumo personale incidono sia sulla qualificazione giuridica che sulla valutazione della gravità del fatto. Con un consumo quotidiano, come lo stesso tribunale aveva constatato, una parte considerevole del sequestro può rientrare nell’uso personale. Il nostro articolo sulla quantità non esigua chiarisce dove esattamente passa il confine tra possesso lecito e punibilità, e nella nostra guida Safer Grow abbiamo raccolto le insidie della coltivazione privata.
La quantità non esigua non appartiene al verdetto di colpevolezza

Il secondo aspetto del provvedimento è sistematicamente almeno altrettanto importante. Il traffico di cannabis in quantità non esigua secondo l’articolo 34 comma 3 frase 2 numero 4 KCanG non è un tipo di reato autonomo. È un caso particolarmente grave del reato di base. La caratteristica della quantità non esigua appartiene quindi alle conseguenze legali e non al verdetto di colpevolezza.
Per la pratica questo significa: gli aggettivi „illecito“ e „in quantità non esigua“ dovevano essere cancellati dal dispositivo della sentenza. Anche la condanna separata per coltivazione è stata annullata. Chi coltiva cannabis per venderla successivamente a scopo di lucro, già con ciò commette traffico. Entrambi i comportamenti formano un’unità di valutazione e quindi un unico fatto. La soglia della quantità non esigua rimane a 7,5 grammi di THC, un valore su cui i tribunali continuano a disputare.
Cosa significa il provvedimento per i procedimenti in corso
Il collegio affida alla nuova camera un chiaro mandato. Deve determinare la quota per il consumo personale, eventualmente mediante stima. Successivamente deve accertare il contenuto di principio attivo della quantità destinata al commercio. Per le piante vive vigono regole specifiche, poiché il contenuto di THC varia considerevolmente a seconda del grado di maturazione.
Solo quando questi numeri sono stabiliti è chiaro se si applica l’intervallo di pena aumentato. Per gli interessati è molto più di una formalità, poiché da ciò dipendono l’entità della pena e le conseguenze accessorie. Quanto possa dipendere da tracce digitali lo mostra il nostro articolo precedente su conversazioni WhatsApp ed email come prove. Quali conseguenze accessorie possa avere un procedimento diviene evidente nell’esempio del sequestro di veicoli. Il quadro più ampio della riforma è descritto nella nostra panoramica sulla legge sulla cannabis.
Ciò che è soprattutto notevole nel provvedimento è questo: la depenalizzazione non ha abbassato i requisiti per i tribunali di merito, ma li ha spostati. Dove in precedenza si discuteva di stupefacenti, oggi la questione è quanta parte di una quantità poteva essere utilizzata legalmente. Esattamente questo lavoro di calcolo la prima camera non aveva svolto.
Domande frequenti
Un verdetto di colpevolezza rimane valido se mancano accertamenti sull’uso personale?
Può rimanere valido se altri fatti provati supportano la vendita. Nel caso decidito, erano sufficienti l’imballaggio in sacchetti a chiusura ermetica e l’accertamento della prevista rivendita. Per la determinazione della pena, però, ciò non basta: in questo punto il tribunale ha annullato la sentenza.
Qual è la quantità non esigua per la cannabis?
La Corte federale di cassazione ha fissato la soglia per il KCanG a 7,5 grammi di THC. Determinante è il contenuto di principio attivo, non il peso totale del materiale. È decisivo inoltre solo il quantitativo effettivamente destinato alla vendita.
Un tribunale può stimare la quota per il consumo personale?
Sì, una stima è ammissibile e riconosciuta dalla giurisprudenza. Deve però basarsi su elementi di fatto comprensibili, ad esempio sul consumo quotidiano accertato. Una formulazione generica senza cifre non è più sufficiente secondo il provvedimento.
La coltivazione è un reato separato rispetto al traffico?
No, se la coltivazione è destinata alla successiva vendita a scopo di lucro. Allora fa parte dello stesso traffico e forma un’unità di valutazione con le altre quote. Una condanna separata per coltivazione doveva quindi essere annullata.
Quali conseguenze per i soggetti con coltivazione privata legale?
Il provvedimento non cambia nulla sulle quantità consentite per la coltivazione privata. Mostra però quanto sia importante una netta separazione tra le scorte private e tutto il resto. Chi trasferisce quantità, esce dall’area protetta, e la situazione probatoria decide allora sull’esito.
Sollten Gerichte den Eigenbedarf vom Handelsvorwurf abziehen müssen?
Fonte: Corte Suprema bavarese, provvedimento del 13 luglio 2026, numero di fascicolo 206 StRR 182/26, documentato nel blog dell’avvocato Detlef Burhoff.





































