L’iniziativa popolare austriaca «Appello di Vienna 2.0» resta ferma in Parlamento. La Commissione per le petizioni e le iniziative popolari ha rinviato per la seconda volta l’esame il 22 ottobre 2026. Due giorni prima il Ministero dell’Interno aveva presentato un parere che respinge qualsiasi abbandono del divieto. L’organizzazione dei pazienti ARGE CANNA replica ora con i dati provenienti dallo stesso Ministero.
📑 Inhaltsverzeichnis
- Appello di Vienna 2.0: un anno in Commissione petizioni
- Le obiezioni del Ministero dell’Interno alla depenalizzazione
- Gli altri ministeri e i Länder suonano più aperti
- ARGE CANNA ribatte con i numeri dell’Ufficio federale di polizia criminale
- I pazienti come primo passo
- Domande frequenti
- 💬 Fragen? Frag den Hanf-Buddy!
Appello di Vienna 2.0: un anno in Commissione petizioni
L’iniziativa cittadinale numero 26/BI è stata depositata al Parlamento nazionale il 10 ottobre 2025. Il titolo completo chiede una „politica della droga conforme ai diritti umani“ con riduzione del danno, meno mercato nero, maggiore protezione dei giovani e depenalizzazione dei consumatori. In concreto, si tratta di una distribuzione regolamentata, aiuti per i familiari e un controllo indipendente delle basi giuridiche internazionali.
La Commissione competente ha finora richiesto due volte pareri ufficiali. Nell’ottobre 2025 ha consultato il Ministero della Salute e il dipartimento famiglia della Cancelleria federale; nell’aprile 2026 ha aggiunto il Ministero dell’Interno, quello di Giustizia e i Länder. Il 25 giugno 2026 l’iniziativa è stata rinviata per la prima volta, il 22 ottobre per la seconda. Un rinvio non conclude il procedimento austriaco di petizione, ma mantiene l’iniziativa sospesa in Commissione senza risultati. Quanto sia difficile la democrazia diretta in Austria sul tema della cannabis lo dimostra anche il referendum popolare su un limite di THC, ancora bloccato nella prima fase di raccolta firme.
Le obiezioni del Ministero dell’Interno alla depenalizzazione
Il parere del Ministero dell’Interno sotto Gerhard Karner risale al 20 ottobre 2026 ed è stato pubblicato in Parlamento come 820/SBI. Il messaggio centrale è inequivocabile: secondo il dicastero, abbandonare l’attuale sistema proibitivo—sia come depenalizzazione sia come vera e propria legalizzazione—non è idoneo a raggiungere gli obiettivi dell’iniziativa.
Il Ministero avverte di un aumento dei consumi e di una normalizzazione sociale. Sostiene inoltre che un mercato parallelo illegale persiste anche nei mercati regolamentati. Con punti di distribuzione commerciali emergerebbero incentivi al profitto che contrasterebbero la protezione dei giovani. Il documento cita esplicitamente il rischio di cannabis contaminata con cannabinoidi sintetici ad alta potenza. Come alternativa, il dicastero richiama il principio austriaco „Terapia anziché punizione“ e la strategia a quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione del danno e repressione.
Gli altri ministeri e i Länder suonano più aperti
Il Ministero della Salute, responsabile della politica sulle droghe in Austria, nel suo parere di dicembre 2025 rimanda alle convenzioni ONU sulle sostanze stupefacenti. Sottolinea però che questi accordi obbligano a creare norme penali, non a far effettivamente applicare sanzioni. Secondo l’ARGE CANNA, il dicastero si pronuncia a favore di una „discussione aperta e fattuale“ su una distribuzione regolamentata. Il Ministero di Giustizia, sempre secondo l’ARGE CANNA, sostiene che i consumi assistiti sono possibili secondo la giurisprudenza della Corte Suprema. La Stiria descrive gli obiettivi dell’iniziativa come „sostanzialmente allineati“ alla strategia austriaca sulle dipendenze.
Il quadro è dunque diviso. Un solo dicastero nega categoricamente qualunque movimento, e non è nemmeno quello competente in materia. La situazione non è nuova. Anni fa già circolavano segnali che l’opinione nel Paese fosse più ampia della linea governativa, come quando la gioventù SPÖ della Bassa Austria chiese la legalizzazione o i sondaggi suggerivano che l’intera Austria fosse favorevole a una liberalizzazione.
ARGE CANNA ribatte con i numeri dell’Ufficio federale di polizia criminale
L’ARGE CANNA ha depositato il 26 ottobre un proprio parere sull’iniziativa in Parlamento, basandosi sul Rapporto sulla situazione della criminalità legata agli stupefacenti 2024 dell’Ufficio federale di polizia criminale, un’agenzia del Ministero dell’Interno. Nel 2024 c’erano complessivamente 37.310 denunce secondo la Legge sugli stupefacenti, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente. Il 57,5% riguardava la cannabis, e il 92,4% di questi reati cannabinoidi erano contravvenzioni e non crimini. La repressione colpisce cioè principalmente i consumatori.
Anche sulla protezione dei giovani l’organizzazione rovescia l’argomento. L’11,5% dei sospettati in denunce per cannabis aveva tra 14 e 17 anni. Secondo i dati citati, il contenuto medio di THC nell’hashish sequestrato è salito dall’8,3% nel 2020 al 28,1% nel 2024. Chi compra sul mercato nero sa quindi sempre meno cosa sta ottenendo. L’ARGE CANNA cita come contrappunto la Germania, dove un grande sondaggio non ha riscontrato un aumento dei consumi dopo la Legge sulla cannabis, e la Repubblica Ceca, che dal gennaio 2026 consente agli adulti di coltivare fino a tre piante. L’Austria rimane quindi, come descritto in estate, un‘isola proibitiva tra Germania e Repubblica Ceca.
I pazienti come primo passo
Per l’ARGE CANNA, come organizzazione di pazienti, un punto è prioritario. In Austria i fiori di cannabis non possono essere prescritti. Chi con i pochi farmaci autorizzati non riesce a bastare e si auto-rifornisce rischia un procedimento penale. Nessuno dei pareri ufficiali menziona questo gruppo nemmeno con una parola, secondo l’organizzazione. Essa chiede quindi come misura immediata: nessun procedimento penale per possesso e autocoltivazione a scopo medico con certificazione medica, e fiori e estratti su ricetta con copertura dei costi dalle casse malattia. La normativa vigente è riassunta nella nostra panoramica su marijuana in Austria.
Inoltre, l’organizzazione chiede di non rinviare ulteriormente l’iniziativa, ma di assegnarla alla Commissione Sanità e di tenere lì un’audizione con esperti e persone coinvolte. Una commissione indipendente di esperti dovrà valutare le riforme in Germania, Repubblica Ceca, Malta e Lussemburgo. A livello europeo, l’ARGE CANNA è fallita con la sua petizione contro il divieto di fiori. La via attraverso il Parlamento nazionale è quindi la leva più ovvia. Se la Commissione la userà rimane aperto dopo due rinvii.
Domande frequenti
Cos’è l'“Appello di Vienna 2.0″?
L'“Appello di Vienna 2.0″ è un’iniziativa cittadinale parlamentare numero 26/BI, depositata al Parlamento nazionale il 10 ottobre 2025. Chiede una politica della droga focalizzata su riduzione del danno, protezione dei giovani e depenalizzazione dei consumatori, inclusa una distribuzione regolamentata al posto del mercato nero.
Cosa significa il rinvio in Commissione petizioni?
Un rinvio significa che la Commissione non prende una decisione e può tornare a trattare l’iniziativa in una seduta successiva. Non è né un rigetto né un assegnamento a una Commissione tematica. L'“Appello di Vienna 2.0″ è stato rinviato il 25 giugno e il 22 ottobre 2026.
Perché il Ministero dell’Interno rifiuta l’iniziativa?
Il Ministero dell’Interno ritiene che abbandonare il divieto non sia idoneo a ridurre il mercato nero e il pericolo per i giovani. Avverte di un aumento dei consumi, di un mercato illegale persistente e di incentivi commerciali al profitto. Come alternativa esistente rimanda al principio „Terapia anziché punizione“ nella Legge sugli stupefacenti.
I medici in Austria possono prescrivere fiori di cannabis?
No, i fiori di cannabis non sono prescrivibili in Austria. Si possono prescrivere solo determinati farmaci contenenti cannabinoidi. Organizzazioni di pazienti come l’ARGE CANNA chiedono quindi di consentire fiori e estratti su ricetta con copertura dei costi dalle casse malattia.
Si può ancora sostenere l'“Appello di Vienna 2.0″?
Sì, l’iniziativa cittadinale può essere ancora sostenuta sul sito del Parlamento austriaco. Lì è possibile anche presentare un parere personale. Finché l’iniziativa rimane in Commissione, entrambe le opzioni restano aperte.
Sollte Österreich den Cannabiskonsum endlich entkriminalisieren?
Fonti: Parlamento Austria, Iniziativa cittadinale 26/BI (XXVIII. Legislatura) con stato dei procedimenti; Parere del Ministero federale dell’Interno 820/SBI del 20.10.2026; Parere del Ministero della Salute 391/SBI del 18.12.2025; Pareri 610/SBI (Land Stiria) e 668/SBI (Ministero di Giustizia); ARGE CANNA, „Regolamentare anziché proibire: Sosteniamo l’Appello di Vienna 2.0“ (26.10.2026) e Parere 825/SBI; Ufficio federale di polizia criminale, Rapporto sulla situazione della criminalità legata agli stupefacenti 2024 (citato secondo ARGE CANNA).









































