Nove deputati della Iniciativa Liberal portoghese hanno presentato il 7 agosto 2026 due interrogazioni parlamentari sulla politica cannabinoidi del paese. La prima è rivolta alla ministra della Sanità e riguarda l’accesso dei pazienti alla cannabis medica e la pratica di rilascio delle licenze dell’autorità farmaceutica Infarmed. La seconda è indirizzata a tre ulteriori ministeri e richiede informazioni sui sequestri di prodotti CBD. Il governo ha 60 giorni per rispondere, anche se può richiedere una proroga.
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Un elenco di indicazioni invariato dal 2019
Il cuore della prima interrogazione tocca una contraddizione che i deputati esplicitano chiaramente. Il Portogallo si è affermato come centro di produzione di cannabis medica in Europa, eppure i pazienti locali faticano ad accedere alla terapia. L’elenco delle indicazioni terapeutiche autorizzate per i preparati a base di cannabis non è stato aggiornato dal 2019. Secondo la Iniciativa Liberal, questo lo rende più restrittivo rispetto a stati membri comparabili dell’Unione Europea.
I deputati vogliono quindi sapere se esistono studi o gruppi di lavoro per aggiornare il quadro normativo, quali corsi di formazione vengono offerti al personale medico e se è prevista un’estensione dell’elenco delle indicazioni. Inoltre chiedono perché il rapporto pubblico di Infarmed sullo sviluppo del settore della cannabis medica è aggiornato solo fino a novembre 2024. Mancano i dati completi per il 2025.
Il numero di strutture autorizzate si contrae
I numeri diventano più specifici quando si passa alle autorizzazioni. L’interrogazione si riferisce a un’analisi degli elenchi pubblici di Infarmed condotta dal portale specializzato CannaReporter. Secondo questa analisi, il numero di aziende autorizzate all’importazione è sceso da 49 a 36 tra gennaio e aprile 2026. Per le licenze di esportazione si è passati da 48 a 34, per la coltivazione da 39 a 25. In un solo trimestre, quindi, circa un terzo dei titolari di licenza ha perso il proprio status.
I deputati sospettano che la causa risieda nei ritardi nel rinnovo delle autorizzazioni esistenti. Riferiscono di casi in cui le richieste di rinnovo sono rimaste senza risposta oltre la data di scadenza della licenza. A essere colpite sono anche aziende che hanno presentato i documenti nei termini e per le quali non risultavano contestazioni. Di conseguenza, tali strutture rischiano la sospensione delle attività nonostante non abbiano commesso alcuna infrazione. Abbiamo già descritto in una nostra analisi come il Portogallo non mantiene più automaticamente la sua posizione nel panorama europeo, illustrando perché il paese sta perdendo il suo status di hub europeo di trasformazione della cannabis.
Prodotti CBD sequestrati e la questione della base legale
La seconda interrogazione riguarda l’operazione „Portogallo Sempre Sicuro“, nell’ambito della quale le autorità hanno sequestrato prodotti CBD dai negozi al dettaglio. I deputati richiedono dati: quanti controlli si sono svolti negli ultimi tre anni, in quanti casi è stata confiscata merce CBD, su quale base legale si sono basate le autorità e quanti procedimenti contravvenzionali o penali ne sono derivati.
Dietro questa richiesta c’è un fondato dubbio giuridico. La Iniciativa Liberal chiede se l’Infarmed, l’autorità veterinaria DGAV o l’autorità di vigilanza economica ASAE abbiano effettivamente emanato linee guida proprie per la classificazione dei prodotti CBD e come si coordinino tra loro. Ma soprattutto, i deputati vogliono sapere come la pratica portoghese sia compatibile con la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea in merito allo status legale del cannabidiolo e alla libera circolazione delle merci. Infine si informano se il Consiglio Internazionale di Controllo dei Stupefacenti abbia emesso una comunicazione sullo status del CBD.
Perché questo interessa anche il mercato tedesco
Il Portogallo è uno dei siti europei dove si coltiva e si elabora cannabis medica per l’esportazione. Se in un solo trimestre il paese perde un terzo delle licenze di coltivazione ed esportazione, non si tratta di una questione meramente portoghese. La domanda tedesca è coperta quasi interamente da importazioni, come ha dimostrato di recente lo sguardo ai volumi di importazione nel primo trimestre 2026. Ogni restringimento dal lato dell’offerta ha quindi effetti indiretti sulla situazione di approvvigionamento nelle farmacie tedesche.
Il secondo aspetto dell’interrogazione tocca un’area di cantiere permanente in Europa. Lo status legale del CBD rimane incoerente nonostante diversi tentativi di chiarimento, e le autorità di vigilanza nazionali lo interpretano diversamente. Quanto lento sia questo processo è dimostrato dal percorso attraverso la procedura di autorizzazione, che abbiamo tracciato nel primo parere positivo dell’EFSA per il CBD come novel food. Il Portogallo stesso ha già dimostrato nel 2026 di poter agire rapidamente sui cannabinoidi, quando ha classificato l‘HHC nella tabella II-A degli stupefacenti. Per il CBD, ben studiato, manca ancora una linea altrettanto chiara.
Il fatto che i mercati europei del CBD si scontrino con l’incertezza normativa non è comunque un nuovo schema. Anni fa lo si vide nella questione di come un fornitore sudamericano affrontasse le normative nazionali divergenti nello sviluppare il mercato europeo del CBD. Anche le prime incertezze dopo l’audizione della FDA sul CBD negli USA seguivano la medesima logica. Le lacune normative vengono colmate dalle autorità di vigilanza, e gli interessati scoprono solo successivamente quale interpretazione sia valida.
Domande frequenti
Chi ha presentato le interrogazioni?
Nove deputati del partito liberale Iniciativa Liberal, guidati da Jorge Miguel Teixeira. Hanno presentato le due interrogazioni il 7 agosto 2026 nell’Assembleia da República. Sono rivolte alla ministra della Sanità nonché ai dicasteri dell’Economia, della Giustizia e dell’Interno.
Di quanto è calato il numero delle licenze?
Tra gennaio e aprile 2026, il numero degli importatori autorizzati è sceso da 49 a 36, quello degli esportatori da 48 a 34 e quello dei coltivatori da 39 a 25. I dati provengono da un’analisi degli elenchi pubblici di Infarmed condotta dal portale specializzato CannaReporter.
Cos’è l’operazione „Portogallo Sempre Sicuro“?
Si tratta di un’operazione di controllo delle autorità durante la quale sono stati sequestrati, tra l’altro, prodotti CBD presso negozi al dettaglio. I deputati dubitano che i sequestri si basino su una base legale uniforme e conforme al diritto europeo, e richiedono dati affidabili al riguardo.
I pazienti portoghesi hanno più difficoltà ad accedere alla cannabis rispetto ai pazienti tedeschi?
Secondo quanto sostiene l’interrogazione, sì. L’elenco portoghese delle indicazioni non è stato aggiornato dal 2019 ed è considerato più restrittivo rispetto alle normative di vari altri stati membri dell’UE. In Germania, invece, è la médica o il medico curante a decidere sull’indicazione.
Quando deve rispondere il governo?
Il termine ordinario è di 60 giorni dalla presentazione, quindi fino all’inizio di ottobre 2026. Il governo può tuttavia richiedere una proroga. Rimane aperto se e quanto dettagliatamente i ministeri risponderanno.
Fonti: Assembleia da República (interrogazioni della Iniciativa Liberal del 7 agosto 2026 al Ministero della Sanità e al Ministero dell’Economia e della Coesione territoriale), CannaReporter.
Sollte Portugal den Patientenzugang zu Cannabis endlich erleichtern?
Nota: Questo articolo riporta la situazione ad agosto 2026 e non costituisce consulenza medica. Le normative sull’accesso alla cannabis medica variano da paese a paese e cambiano continuamente.





































