Di cosa tratta il procedimento

Il punto di partenza è una manifestazione del gruppo locale DHV di Halle-Saalekreis del 22 luglio 2024. Durante l’evento sono state distribuite talismani gratuitamente e la polizia ha sequestrato 117 pezzi. La procura le ha valutate non come materiale di propagazione, bensì come piante di cannabis. Proprio questo è il punto di contesa. La legge sul consumo di cannabis distingue nel § 1 tra la pianta di cannabis da un lato e i semi nonché il materiale di propagazione dall’altro. Il limite massimo di tre piante per la coltivazione domestica si applica solo alla prima categoria. Chi radica talismani per poi selezionare tre piante, si muove – a seconda dell’interpretazione – in un’area legale o nell’ambito penale.
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Finora i tribunali si sono basati sul commento di Patzak e Fabricius, secondo cui il tallone diventa una piantina non appena viene piantato in un substrato. Il termine „piantina“ non compare però nella legge. La posizione contraria è rappresentata, tra gli altri, da avvocati penalisti che si riferiscono alla pratica orticola: un germoglio non radicato o appena piantato non è una pianta autonoma, bensì materiale di propagazione, fino a quando non ha formato radici. L’incoerenza della magistratura è stata evidenziata già a giugno da una decisione in cui il Tribunale amministrativo di Colonia ha tracciato il confine tra talea e giovane pianta.
Tre gradi di giudizio, lo stesso risultato
Il tribunale civile di Halle ha condannato l’imputata nel settembre 2025 a una multa di 560 euro. Per la campagna, questa condanna non è stata una battuta d’arresto, bensì il passo pianificato per poter portare il quesito legale fino in alto. Nella motivazione scritta, il tribunale ha qualificato le talismani come piantine semplicemente perché si trovavano in un substrato. È notevole che anche la procura abbia presentato ricorso. Il tribunale regionale di Halle ha confermato la linea della prima istanza a marzo 2026, il tribunale d’appello di Naumburg ha rigettato il ricorso il 26 agosto 2026 come infondato. Con ciò il ricorso si è esaurito e la strada verso il ricorso costituzionale è libera.
Il DHV ha quantificato i costi del procedimento finora sostenuti in 8.450 euro, con costi totali prevedibili fino a 18.550 euro. La campagna processuale è finanziata attraverso una raccolta di donazioni. Il fatto che i procedimenti penali incentrati sulla cannabis si protrarranno per anni e diventino contemporaneamente una piattaforma politica non è una novità in Germania. Lo hanno dimostrato sia i lunghi procedimenti della procura contro un giudice favorevole alla legalizzazione che curiose indagini in cui era sufficiente anche una foto sui social network per avviare un procedimento.
Perché la risposta conta per i coltivatori domestici

Il significato pratico è considerevole. Chi coltiva a casa di solito pianta più cloni di quanti effettivamente ne serviranno, perché non tutti attecchiscono e perché le piante maschio vengono scartate. Se ogni germoglio radicato conta immediatamente come una pianta a pieno titolo, il limite di tre piante è praticamente impossibile da rispettare nella pratica. Sono interessati anche le associazioni di coltivatori e i commercianti che possono fornire materiale di propagazione. La questione da quale stadio di sviluppo viene conteggiato rimane finora aperta. Di conseguenza, la punibilità dipende dal criterio di discrezione della rispettiva procura. Chi vuole orientarsi in anticipo troverà le differenze tra i due metodi nel nostro confronto pratico tra talismani e semi.
Una decisione da Karlsruhe non è prevedibile nel breve termine. I ricorsi costituzionali richiedono tempo e la Corte non accetta nemmeno lontanamente ogni ricorso per la decisione nel merito. Qualora si arrivasse a una decisione di merito, avrebbe però effetto di segnale ben oltre il singolo caso. Fino ad allora, ai coltivatori domestici rimane solo la variante cauta di orientarsi all’interpretazione più ristretta e contare le talismani radicate.
Domande frequenti
Quante piante di cannabis posso coltivare a casa?
La legge sul consumo di cannabis consente agli adulti di coltivare fino a tre piante in grado di fiorire contemporaneamente al domicilio. Questo limite massimo non si applica, secondo il testo della legge, ai semi e al materiale di propagazione. È proprio questa delimitazione ad essere controversa nel procedimento di Halle.
Una talea conta come pianta secondo la legge?
Le istanze finora si sono espresse affermativamente, non appena la talea si trova in un substrato. Il DHV e diversi avvocati penalisti ritengono che ciò sia lontano dalla realtà, perché un germoglio appena piantato non ha ancora radici. È ancora in sospeso un chiarimento da parte della massima istanza.
Cosa significa il rigetto del ricorso?
Il tribunale d’appello ha confermato la condanna senza rivalutare diversamente la questione legale di fondo. Per la ricorrente, il verdetto è dunque definitivo. Formalmente, questo decreto apre però solo la strada al ricorso costituzionale, perché il ricorso ordinario deve prima esaurirsi.
Come dovrebbero procedere i coltivatori domestici fino a una decisione?

Finché la questione rimane aperta, si raccomanda l’interpretazione cauta. Chi pianta più cloni di quelli che intende mantenere, dovrebbe escludere le piante in eccesso precocemente. Anche la documentazione dello stadio di sviluppo può, in caso di necessità, aiutare a provare la classificazione come materiale di propagazione.
Chi sostiene i costi del procedimento?
La campagna processuale è finanziata tramite donazioni. Secondo il DHV, finora sono stati sostenuti 8.450 euro, con costi totali che potrebbero salire fino a 18.550 euro. La condannata deve inoltre sostenere personalmente la multa.
Sollten Stecklinge im KCanG als Vermehrungsmaterial gelten?
Fonti: Deutscher Hanfverband, pagina della campagna sui procedimenti pilota KCanG con stato aggiornato al 26.08.2026, nonché DHV-News n. 521 dell’11.09.2026.






































