La prevista modifica della legge sulla cannabis medica sta suscitando crescenti critiche nel settore sanitario. Mentre il legislatore intende introdurre regole più rigorose per contenere gli abusi, farmacie, rappresentanti del settore e aziende farmaceutiche mettono in guardia contro interventi indiscriminati nelle strutture di fornitura consolidate. Al centro del dibattito vi sono un possibile divieto di spedizione per i fiori e un obbligo di fatto di contatti medici regolari sul posto.
📑 Inhaltsverzeichnis
- Il panorama farmaceutico in contrazione come punto di partenza
- Perché il servizio di corriere non sostituisce la spedizione
- Mancanza di alternative nel sistema generale
- Telemedicina tra qualità e sospetto indiscriminato
- Chi sarebbe particolarmente colpito
- Regolamentazione mirata invece di divieti indiscriminati
- Riforma con esito incerto
- 💬 Fragen? Frag den Hanf-Buddy!
Il panorama farmaceutico in contrazione come punto di partenza
Dal punto di vista della pratica farmaceutica, la riforma si scontra con una situazione di approvvigionamento già tesa. La dott.ssa Christiane Neubaur, direttrice generale dell’Associazione delle Farmacie che forniscono Cannabis e. V. (VCA), sottolinea che il numero di farmacie in Germania è diminuito da 18.753 a 16.601 tra il 2020 e il 2025. Soprattutto nelle aree rurali, la situazione dell’approvvigionamento si è notevolmente deteriorata.

Contemporaneamente aumenta la necessità di fornitura specializzata di farmaci. Circa il 18 per cento delle farmacie, circa 3000 esercizi, distribuisce cannabis medica. Quante di esse dispongono di un’autorizzazione al commercio per corrispondenza non è registrato statisticamente. Ciò che è noto, tuttavia, è che sia le farmacie grandi che quelle più piccole utilizzano soluzioni di spedizione per raggiungere pazienti al di fuori delle aree urbane. Un divieto di spedizione indiscriminato colpirebbe quindi, dal punto di vista delle farmacie, soprattutto coloro che hanno già un accesso limitato all’assistenza.
Perché il servizio di corriere non sostituisce la spedizione
Nella discussione politica, il servizio di corriere della farmacia viene spesso presentato come alternativa alla spedizione. Neubaur ritiene che questa argomentazione non sia tecnicamente sostenibile. Il servizio di corriere è chiaramente regolamentato dalla legge ed è parte dell’assistenza di prossimità secondo l’ordinanza di esercizio della farmacia (Apothekenbetriebsordnung). Presuppone che il corriere appartenga al personale della farmacia e sia subordinato alle direttive.
Dal punto di vista economico, il servizio di corriere è concepito per brevi distanze. Le forniture regolari su distanze maggiori non rientrano più in questa categoria e corrispondono di fatto alla spedizione. Un’espansione del servizio di corriere comporterebbe per le farmacie costi crescenti di personale, veicoli e esercizio. Per i pazienti, invece, comporterebbe lunghi tragitti o, nel caso di persone non mobili, l’esclusione completa dall’assistenza.
Mancanza di alternative nel sistema generale
Anche dal punto di vista dell’economia del settore, minacciano sviluppi strutturali difettosi. Dirk Heitepriem, presidente dell’Associazione industriale cannabis e. V. (BvCW), vede la discussione sugli abusi come sintomo di una questione sistemica irrisolta. Oltre alla coltivazione domestica e alle associazioni di coltivatori, manca ancora una struttura commerciale controllata per l’uso non medico. Il secondo pilastro della legge originariamente annunciato non è mai stato attuato politicamente.
Numerose domande per progetti pilota accompagnati scientificamente presso l’Agenzia federale per l’agricoltura e l’alimentazione (Bundesanstalt für Landwirtschaft und Ernährung) testimoniano l’elevato interesse di comuni, ricerca e industria. Tuttavia, finora non sono stati concessi i permessi. Invece di creare nuovi accessi legali, l’assistenza medica viene ora ulteriormente limitata.
Telemedicina tra qualità e sospetto indiscriminato
Un punto centrale della riforma è il futuro ruolo della telemedicina. Antonia Menzel, presidente del consiglio di amministrazione dell’Associazione federale delle aziende cannabinoidi farmaceutiche e. V. (BPC), critica il fatto che il progetto di legge attuale non distingua tra fornitori seri e problematici.
L’abuso si verifica laddove le consultazioni mediche si riducono a questionari anonimi e processi automatizzati. D’altra parte, le offerte di telemedicina serie si basano su anamnesi medica, raccolta strutturata delle evidenze e consultazione personale, anche tramite videoconsultazione. Questi standard sono riconosciuti dalle norme professionali e fanno parte dell’assistenza medica ordinaria.

Chi sarebbe particolarmente colpito
Secondo la valutazione del BPC, le persone con mobilità ridotta, i pazienti cronici e i pazienti nelle aree rurali o sottoservite beneficiano particolarmente delle offerte di telemedicina. Se la prescrizione è di fatto vincolata a regolari appuntamenti di presenza, minacciano nuove lacune nell’assistenza per i gruppi vulnerabili. Allo stesso tempo, si creerebbero ulteriori oneri per gli studi medici e il sistema sanitario.
Dal punto di vista medico, non ci sono evidenze affidabili secondo cui le consultazioni di telemedicina, quando appropriatamente indicate, siano qualitativamente inferiori agli appuntamenti sul posto. La telemedicina è piuttosto considerata una componente politicamente promossa di un’assistenza sanitaria moderna e centrata sul paziente.
Regolamentazione mirata invece di divieti indiscriminati
Invece di divieti generali, le associazioni si pronunciano a favore di misure differenziate. Questi includono requisiti di qualità vincolanti, il mantenimento dell’autonomia terapeutica medica, la spedizione controllata tramite farmacie tedesche con autorizzazione al commercio per corrispondenza, nonché un’attuazione più consequenziale della legislazione esistente. In aggiunta, potrebbero essere introdotti strumenti di trasparenza come informazioni standardizzate sulla sede del medico o liste positive di fornitori autorizzati.
Il quadro giuridico esiste già. Il difetto risiede meno nei nuovi divieti che nella mancata applicazione della legge vigente.
Riforma con esito incerto
Gli interventi della pratica farmaceutica, dell’economia del settore e dell’industria farmaceutica mostrano un’immagine comune. Nessuno mette in questione la necessità di chiari standard di qualità. Ciò che viene criticato è piuttosto che misure indiscriminate potrebbero indebolire canali di fornitura funzionanti, senza combattere in modo mirato l’abuso.
Se il legislatore terrà conto di queste distinzioni nell’ulteriore dibattito sarà rivelato dall’imminente audizione al Bundestag. Per molti interessati, non si tratta di questioni dettagliate della regolamentazione, ma dell’accesso reale all’assistenza medica.
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