Undici euro al giorno, dice il produttore. Dieci volte più caro rispetto ai fiori, dice l’associazione. Entrambi i dati sono corretti, descrivono solo cose diverse. E il numero più importante manca da entrambi i calcoli: sei.
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Dal 30 luglio, l’assicurazione sanitaria nazionale non copre più i fiori di cannabis secchi; i medicinali già pronti hanno la priorità. Ora arriva sul mercato Exilby, il primo preparato che occupa questo spazio privilegiato, e con esso il dibattito sul prezzo. L’associazione ha pubblicato dati che si lasciano verificare. Esattamente quello che abbiamo fatto.
I numeri su cui si discute
Il produttore Vertanical cita costi terapeutici di circa undici euro al giorno. L’associazione controbatte: una boccetta con 600 milligrammi di THC costa 745,40 euro. Rapportato alla stessa quantità di principio attivo, Exilby è quindi circa il doppio del prezzo di un estratto magistrale precedente e circa dieci volte più caro rispetto al rimborso precedente dei fiori.
Se si calcola il dato dell’associazione, 745,40 euro per 600 milligrammi corrispondono a un prezzo di circa 1,24 euro per milligrammo di THC. Per confronto: nel procedimento presso il tribunale del lavoro, di cui abbiamo riferito la scorsa settimana, il prezzo dei fiori era di 8,50 euro al grammo. Con un contenuto di THC tipico dei fiori medicinali di circa il 20%, ciò corrisponde a poco più di 4 centesimi per milligrammo. Il fattore si attesta quindi, a seconda del prezzo di confronto utilizzato, nel range a due cifre. L’ordine di grandezza dell’associazione è quindi plausibile.
Non abbiamo potuto verificare in modo indipendente il prezzo della boccetta stessa. I prezzi dei medicinali sono contenuti nella Lauer-Taxe, che è a pagamento, e i database liberamente accessibili mostrano i prezzi solo previa iscrizione per i professionisti. Le informazioni provengono dall’associazione, le riportiamo come tali.
Perché il prezzo non è ancora fissato
Qui manca il punto decisivo nel dibattito. Per i medicinali già pronti di nuova approvazione, in Italia vige un sistema a due stadi: nei primi sei mesi dopo l’immissione in commercio, il produttore può fissare liberamente il prezzo di distribuzione. Solo dopo viene negoziato un importo di rimborso tra il produttore, l’autorità competente e le assicurazioni sanitarie, sulla base di una valutazione dell’utilità terapeutica. Come funziona questo procedimento nel dettaglio, lo abbiamo descritto nell’articolo sulla formazione dei prezzi dei medicinali.
Il prezzo attuale è quindi un prezzo iniziale, non un prezzo negoziato. Il grafico dell’associazione dice che il prezzo è „ora fissato“. Più accurato sarebbe dire: è stabilito, e sarà oggetto di negoziazione tra sei mesi. Chi lo ritenesse troppo elevato rivolgerebbe utilmente le critiche all’organismo che può correggerlo, e cioè non al produttore, bensì al procedimento di valutazione.
Per i pazienti, questo non cambia nulla nel breve termine. Per la questione se l’eliminazione dei fiori alla fine farà risparmiare, cambia tutto: se il calcolo del legislatore funziona si deciderà solo con l’importo definitivo di rimborso.
Dove il confronto regge e dove zoppica
Il confronto per milligrammo è un criterio legittimo se si vuole sapere quanto costa la stessa quantità di principio attivo. Ma esclude quello per cui si paga con un medicinale autorizzato.
- Cosa parla a favore del prezzo. Exilby ha attraversato una procedura di approvazione e si basa su uno studio di fase 3 controllato con placebo, i cui risultati sono stati pubblicati in Nature Medicine. Questo costa denaro, che non si sostiene per un preparato magistrale. Si aggiungono il dosaggio definito, la responsabilità del produttore e un prodotto riproducibile.
- Cosa parla contro. Il principio attivo è lo stesso disponibile come magistrale a costi significativamente inferiori, e la situazione degli studi non giustifica un rincaro arbitrario. La procedura di valutazione esiste proprio per questo: deve collegare il prezzo all’utilità aggiunta comprovata, non alla disponibilità a pagare.
Un aspetto scompare nell’indignazione generale: per i pazienti già in trattamento che finora ricevevano fiori a carico del sistema sanitario, un preparato rimborsabile è meglio che nessun rimborso. Nel caso esaminato, a un paziente incombevano costi mensili di circa 1.020 euro che avrebbe dovuto sostenere di tasca propria. Undici euro di costi terapeutici giornalieri sono inferiori, se la cassa paga. Questo non rende il prezzo adeguato, ma sposta la questione: si tratta meno di sapere se Exilby è caro, ma se l’eliminazione dell’opzione più economica era giustificata.
Il contesto che infiamma il dibattito
Il fatto che la critica sia così dura ha a che fare con la storia pregressa. A luglio abbiamo analizzato quali interessi economici e politici hanno giocato un ruolo attorno al cambiamento legislativo, distinguendo tra ciò che è provato e ciò che rimane speculazione. Leggibile nell’articolo Chi trae beneficio dal privilegio dei medicinali già pronti.
Per la questione del prezzo stesso, questo contesto è però secondario. Un prezzo iniziale elevato è la norma per i medicinali di nuova approvazione e non è la prova di una cattiva condotta. Chi mescola entrambe le cose rende la propria critica contestabile, e questo non è un buon compromesso su un argomento che riguarda la fornitura di decine di migliaia di persone.
Cosa osservare nei prossimi mesi
Tre date determineranno come finisce la storia. Primo, la valutazione dell’utilità terapeutica da parte dell’autorità competente, i cui documenti sono pubblicamente consultabili. Secondo, la successiva negoziazione dell’importo di rimborso, il cui risultato sarà anch’esso pubblicato. E terzo, la questione di quanti medici prescriveranno effettivamente il preparato, ora che le associazioni specialistiche di medicina del dolore criticano aspramente l’attuale situazione normativa.
Abbiamo chiesto a Vertanical una dichiarazione sulla formazione dei prezzi. Non appena riceveremo una risposta, la integreremo qui.
Nota: Questo articolo riflette lo stato al luglio 2026 e non costituisce consulenza medica. L’indicazione del prezzo di 745,40 euro proviene dall’associazione e non è stata verificata da noi tramite database di prezzi ufficiali. L’idoneità di un medicinale nel singolo caso è decisa dal medico curante; le terapie in corso non devono essere modificate autonomamente.
Sollten Cannabis-Fertigarzneimittel Vorrang vor Blüten haben?
Fonti: Comunicato dell’associazione del 27 agosto 2026; articoli vari dal 27 agosto 2026; calcoli propri; normativa vigente; ricerca giornalistica interna.







































