Comunicato sponsorizzato. Questo articolo è stato realizzato in cooperazione retribuita con DrAnsay. L’analisi e la valutazione dei dati del sondaggio rimangono di competenza della redazione di Hanf Magazin.
Un nuovo sondaggio commissionato dal fornitore di telemedicina DrAnsay traccia un quadro chiaro: la maggioranza non ha nulla in contrario alla cannabis come medicina, ma pochi si sentono veramente informati. Da qui il committente trae una richiesta di più telemedicina. Abbiamo esaminato i numeri e il contesto normativo in cui si collocano.
Cosa dice il sondaggio
L’agenzia di ricerche di mercato Appinio ha intervistato per DrAnsay 1.000 persone tra i 18 e i 65 anni. I tre valori che l’azienda evidenzia:
- 76 percento concorda almeno in parte che la cannabis dovrebbe essere riconosciuta come opzione terapeutica medica regolare, a condizione che la terapia sia prescritta e monitorata da un medico.
- 37 percento si sente ben informato o molto ben informato sulla cannabis medica, sugli ambiti di applicazione e sulle opportunità e i rischi.
- 62 percento prenderebbe in considerazione una terapia se consigliata da un medico.
Come preoccupazioni più frequenti, l’indagine cita la paura della dipendenza e degli effetti collaterali fisici e psichici. Su questi stessi punti, gli intervistati desiderano informazioni più affidabili.
Una limitazione va precisata: per il momento abbiamo solo il comunicato stampa, non il questionario, il periodo di rilevazione e le opzioni di risposta esatte. La formulazione „concorda almeno in parte“ combina due livelli di risposta, il che naturalmente aumenta il valore di approvazione. Abbiamo richiesto la documentazione completa e l’integreremo qui non appena disponibile.
L’interpretazione del committente
Dr. iur. Can Ansay, fondatore e direttore generale di DrAnsay, legge nei dati un problema di mediazione: „Tre persone su quattro approvano la cannabis medica come opzione terapeutica regolare se monitorata da un medico, ma solo poco più di un terzo si sente veramente informato. E chi è incerto non inizia un trattamento.“
La sua conclusione si concentra sull’organizzazione dell’accesso: „L’accesso deve diventare più semplice, digitale e a bassa soglia. Abbiamo da tempo le possibilità tecniche per offrire consulenze mediche indipendentemente dal luogo di residenza.“ La telemedicina non dovrebbe sostituire l’esame medico, ma renderlo più accessibile; l’IA potrebbe preparare le anamnesi e presortare i dati.

Dove interpretiamo diversamente i dati
Il sondaggio descrive un deficit informativo e questo è affidabile. Ma il salto da lì a un problema di accesso non è piccolo. Chi si sente male informato ha prima bisogno di informazioni, non necessariamente di un percorso di prescrizione più veloce. Entrambe le cose possono coincidere, ma non devono.
Si aggiunge un dato che contraddice l’immagine del collo di bottiglia. Per l’accesso alla cannabis medica, negli ultimi anni il panorama non si è ristretto, ma si è ampliato notevolmente. Solo nel primo trimestre del 2026, secondo i dati dell’Istituto federale tedesco per i medicinali e i dispositivi medici, sono stati importati 67,6 tonnellate di fiori di cannabis; il ministero della Sanità cita una portata di 300 tonnellate per l’intero anno. Come questi numeri vengono discussi politicamente è descritto nel nostro articolo sulle importazioni di 300 tonnellate.
Il collo di bottiglia quindi non sta tanto nella quantità, quanto nella distribuzione: chi trova uno studio medico che prescrive, spesso ottiene la ricetta rapidamente. Chi non lo trova, si trova davanti a porte chiuse. È proprio per questo che la questione del percorso verso la prescrizione è così contesa.
Il legislatore pianifica l’opposto
La richiesta di più telemedicina si scontra con un procedimento legislativo che va nella direzione opposta. La bozza di modifica della legge sulla cannabis medica è pendente dal fine 2025 e prevede due interventi: i fiori di cannabis potranno essere prescritti solo dopo contatto medico diretto, e l’invio ai pazienti dovrà cessare, con la dispensazione riservata alla farmacia in presenza.
Nulla di questo è stato deciso. La procedura è bloccata in commissione sanitaria, nessuna data di votazione è fissata. Fino ad allora, rimane la normativa vigente: una prescrizione dopo trattamento telemedicina è consentita e le farmacie possono inviare fiori. La controversia su questo è stata affrontata nel nostro articolo sulla telemedicina sotto pressione.
Il sondaggio emerge quindi in un momento in cui si decide se il percorso digitale verso la prescrizione rimarrà o scomparirà. Questo spiega anche perché un fornitore di telemedicina pubblica proprio ora dati sul divario di accesso. I dati non diventano falsi per questo, ma è bene sapere chi li raccoglie e quale interesse c’è dietro. Cosa vale oggi e come è il percorso verso la ricetta attualmente è descritto nella nostra guida Cannabis su ricetta.
Cosa rimane
Riteniamo tre punti affidabili. Primo: il rifiuto fondamentale non è il problema, una larga maggioranza sostiene l’uso medicamente monitorato. Secondo: esiste un divario informativo e riguarda esattamente i temi in cui le informazioni incomplete sono più dannose, cioè la dipendenza e gli effetti collaterali. Terzo: come i pazienti otterranno in futuro una prescrizione non decide la tecnologia, ma il legislatore, e questa decisione è ancora in sospeso.
Maggiori dettagli sull’azienda e la sua offerta sono disponibili sul sito web di DrAnsay.
Nota: Questo articolo riflette lo stato al 25 settembre 2026 e non costituisce consulenza legale o medica. Non contiene affermazioni sulla salute o gli effetti e non rappresenta una raccomandazione per alcuna terapia. La scelta di un medicinale, della sua selezione e della forma di somministrazione è responsabilità esclusiva del medico curante. I valori del sondaggio provengono da un’indagine commissionata dal committente; il questionario, il periodo di rilevazione e le opzioni di risposta non erano disponibili per la redazione al momento della chiusura redazionale e sono stati richiesti.
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Fonti: Comunicato stampa „Perché la fornitura è il collo di bottiglia“, DrAnsay tramite Borgmeier Public Relations, 24 settembre 2026, con sondaggio di Appinio su 1.000 intervistati tra i 18 e i 65 anni; Istituto federale tedesco per i medicinali e i dispositivi medici e ministero federale della Sanità sui volumi di importazione; bozza di legge sulla modifica della legge sulla cannabis medica, status Bundestag; relazioni interne.






































