La Grecia sta restringendo significativamente i confini dei prodotti legali a base di canapa. Una circolare del Ministero della Sanità del 15 settembre 2026 stabilisce come applicare la modifica normativa approvata a luglio. Vengono riconosciuti soltanto cosmetici, integratori alimentari e una categoria speciale di prodotti contenenti esclusivamente cannabidiolo. Di conseguenza, gli estratti full-spectrum e broad-spectrum perdono la loro base legale, anche se rimangono ben al di sotto del limite THC precedente dello 0,3%.
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Per i nostri lettori non si tratta di una storia nuova. A maggio avevamo riferito che la Grecia intendeva vietare la vendita di infiorescenze di CBD e come lo stesso organismo consultivo governativo avesse messo in guardia contro questa scelta. Nel frattempo, l’annuncio è diventato diritto vigente. Ora il secondo passo colpisce gli estratti.
Cosa cambia concretamente con la circolare del 15 settembre
Fino a oggi in Grecia valeva la soglia standard dell’UE: lo 0,3% di THC. I prodotti da Cannabis sativa non potevano superare questo valore; altrimenti era consentita la loro commercializzazione. Il nuovo quadro normativo non conosce più questa soglia in questa forma. Invece, definisce una categoria di prodotto in base al suo contenuto, che deve essere esclusivamente cannabidiolo.
La circolare è rivolta alle autorità di controllo e alle aziende. Descrive come identificare i prodotti di cannabis vietati. Non fissa un termine transitorio esplicito. Le sanzioni previste dal pacchetto legislativo sono notevoli: multa fino a 100.000 euro, revoca dell’autorizzazione di esercizio e, nei casi estremi, pene detentive fino a cinque anni.
Perché la formula „esclusivamente CBD“ colpisce quasi ogni estratto naturale
Un estratto di canapa è per natura una miscela. Chi estrae la pianta ottiene accanto al cannabidiolo anche cannabigerolo, cannabicromene e cannabinolo, oltre a terpeni e tracce di THC. Il produttore greco Kannabio quantifica il contenuto di THC nei prodotti full-spectrum a circa lo 0,2% tipicamente, nei prodotti broad-spectrum allo 0,05%. Entrambe le categorie escono comunque dal perimetro secondo la nuova interpretazione, perché appunto non contengono esclusivamente CBD.
In pratica rimane solo l’isolato, cioè la sostanza pura isolata. Chi vuole approfondire le differenze tra i tipi di estratto le troverà nella nostra panoramica su full-spectrum, broad-spectrum e isolati di CBD. Economicamente la differenza è considerevole, perché proprio gli estratti naturali portano la promessa di qualità su cui l’industria ha costruito il suo marketing negli ultimi anni. Come si sono sviluppati questi standard in Europa lo mostra il nostro articolo sull‘evoluzione della cultura europea del CBD.
Michalis Theodoropoulos, fondatore e amministratore delegato di Kannabio, accusa il ministero di far retrocedere la Grecia di 15 anni nella regolamentazione del mercato legale della canapa. Parla di condizioni di concorrenza sleale. È il punto di vista di un produttore colpito e va letto come tale. La descrizione fattuale della situazione giuridica corrisponde tuttavia a quanto emerge dalla circolare stessa.
Il conflitto con il diritto dell’UE è insito nella norma
Già quando fu introdotto il divieto di infiorescenze, il Consiglio economico e sociale greco aveva avvertito che la misura contrastava con il trend europeo, poiché la distribuzione di infiorescenze di CBD era consentita altrove a determinate condizioni. Un divieto non elimina la distribuzione, crea solo l’abolizione della vendita al dettaglio controllata. La stessa logica si può applicare agli estratti.
Non è nuovo nella regione che iniziative nazionali autonome possono fallire in tribunale. In Austria si è scoperto che il divieto di vendita di infiorescenze di CBD era illegittimo. Parallelamente, a livello UE continua la valutazione Novel Food. L’EFSA ha indicato nel 2026 un valore di assunzione sicuro provvisorio di 0,0275 mg di CBD per chilogrammo di peso corporeo al giorno, che per 70 kg equivale a circa 2 mg giornalieri. Quanto le concezioni nazionali si discostino da questo valore lo abbiamo mostrato con l’esempio britannico, dove l’autorità raccomanda 10 milligrammi mentre l’EFSA ne indica 2. Lo stato dei procedimenti di approvazione europei è descritto nel nostro articolo sul primo parere positivo dell’EFSA dal blocco dei test nel 2022.
Cosa significa questo sviluppo per il mercato germanofono
La Grecia non è un grande mercato di sbocco per i produttori di CBD tedeschi e austriaci. L’accaduto rimane comunque rilevante perché continua un modello. L’Italia ha inasprire la regolamentazione delle infiorescenze e dei derivati della canapa, la Svezia tratta l’olio di CBD contenente THC come stupefacente, il Portogallo segue un corso proprio nella certificazione delle esportazioni, come mostra l‘atteggiamento dell’autorità di vigilanza Infarmed. Un mercato unico comune per i prodotti cannabinoidi esiste sulla carta; nella pratica si disgrega in strade nazionali particolari.
Per le aziende che forniscono oltre i confini questo significa: la formulazione non è l’unico fattore che determina la commerciabilità, anche il paese di destinazione lo è. Un prodotto che in Germania rimane indisturbato come cosmetico può da Atene dal 15 settembre far scattare un procedimento amministrativo. Chi esporta deve d’ora in avanti verificare la composizione paese per paese, non solo rispetto al limite di THC.
Domande frequenti
Gli oli CBD full-spectrum sono ora vietati in Grecia?
Secondo l’interpretazione del ministero della Sanità non sono più commercializzabili perché la categoria di prodotto consentita deve contenere esclusivamente cannabidiolo. Gli estratti full-spectrum contengono sempre altri cannabinoidi e tracce di THC. Un chiarimento giudiziario è ancora in sospeso.
Vale ancora il limite dello 0,3% di THC?
Per la nuova categoria di prodotto il limite non ha più rilevanza. Decisivo è se sono presenti altri principi attivi oltre al CBD. Kannabio presume che il THC sia escluso indipendentemente dalla concentrazione.
La normativa riguarda anche i negozi online tedeschi?
Chi fornisce verso la Grecia è soggetto al diritto locale. Per la spedizione dalla Germania verso clienti greci valgono le disposizioni greche. La vendita all’interno della Germania rimane indisturbata.
Quali sanzioni minacciano in caso di violazione?
Il pacchetto legislativo prevede multe fino a 100.000 euro nonché la revoca dell’autorizzazione di esercizio. In casi gravi sono possibili pene detentive fino a cinque anni. Questi massimi derivano dagli articoli sul divieto di infiorescenze.
L’UE può costringere la Grecia a correggere il tiro?
Non esiste un meccanismo automatico. Sono possibili un procedimento di violazione della Commissione o una causa di aziende colpite con rinvio alla Corte di giustizia europea. Entrambi i percorsi richiedono anni, e fino ad allora la norma nazionale rimane vigente.
Fonti: Circolare del Ministero della Sanità greco del 15.09.2026, HempToday del 22.09.2026, Bubatznews del 22.09.2026, Business of Cannabis sui procedimenti legislativi greci, Valutazione EFSA su cannabidiolo come novel food.





































