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Un commento di Franziska Katterbach, avvocata specializzata in Life Sciences / Healthcare presso Oppenhoff
La telemedicina è in piena espansione. Quello che durante la pandemia era considerato una soluzione pragmatica e temporanea, oggi rappresenta parte di una strategia per rendere l’assistenza sanitaria più digitale, accessibile ed efficiente. Pazienti e pazienti richiedono servizi medici „on demand“, investitori vedono un enorme potenziale nelle innovazioni Healthtech – ma dal punto di vista normativo? C’è ancora molto da recuperare. Soprattutto con medicinali sensibili come il cannabis medico diventa evidente: non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche legalmente consentito.
Più Digitalizzazione – Certo. Ma Con Regole Chiare
Politicamente c’è consenso sull’espansione della telemedicina. Tuttavia questa volontà si scontra con un sistema normativo complesso che pone la sicurezza dei pazienti e l’integrità medica al di sopra della velocità economica. Sentenze recenti stabiliscono confini molto stretti, ad esempio, nella prescrizione di cannabis medico. Questi risultano significativamente più rigidi di quanto molti fornitori di telemedicina avessero finora presunto o implementato nella loro pratica.
Ad esempio, il Tribunale regionale di Amburgo (sentenza del 11.03.2025, Az. 406 HKO 68/24) ha vietato a un fornitore di telemedicina la pubblicità con promesse come „Cannabis + Ricetta facile, veloce & conveniente“. Proprio nel caso della cannabis, secondo il tribunale, a causa dei noti rischi di dipendenza, effetti collaterali e potenziali abusi, è indispensabile un contatto personale medico-paziente. Anche le dichiarazioni pubblicitarie generiche per i principi attivi senza menzione di prodotti specifici violano la legge sulla pubblicità dei medicinali.
La Corte d’Appello di Francoforte (sentenza del 06.03.2025, Az. 6 U 74/24) ha trovato difetti particolari nel fatto che i trattamenti a distanza fossero presentati come una semplice alternativa per le prime prescrizioni di cannabis. La pubblicità con titoli come „Esperta di Terapia a Base di Cannabinoidi“ è stata giudicata ingannevole quando la persona che pubblicizza non fornisce servizi medici autonomamente. Inoltre, sono stati criticati modelli contrattuali in cui gli operatori della piattaforma partecipano percentualmente ai compensi medici – una chiara violazione dell’ordine professionale medico.
Un criterio fondamentale per la pratica di prescrizione è stato stabilito dalla Corte Federale Sociale (sentenza del 29.08.2023, Az. B 1 KR 26/22 R): i medici possono prescrivere cannabis a carico dell’assicurazione sanitaria legale solo se un’indicazione medica è stata attentamente verificata e documentata. I giudici hanno sottolineato che la valutazione medica deve essere dettagliata, motivata e comprensibile; affermazioni generiche come „tutti i trattamenti esauriti“ non sono sufficienti. L’uso non può avvenire con leggerezza o essere guidato da interessi economici. La responsabilità particolare nella prescrizione di sostanze controllate vale anche e specialmente in ambiti digitali.
Non da ultimo, la Prima Sezione Penale della Corte Federale di Giustizia (ordinanza del 20.03.2023, Az. 1 StR 266/22) ha confermato che la prescrizione di cannabis come sostanza controllata senza indicazione medica e senza una storia medica approfondita è punibile. La prescrizione di sostanze controllate richiede una verifica attenta della necessità medica. Il confine tra trattamento remoto consentito e azione punibile è quindi facilmente superato.
Inoltre, diversi tribunali, tra cui quelli di Berlino, Amburgo e Lipsia, stanno conducendo ulteriori procedimenti che affrontano questioni centrali della telemedicina e della pratica di prescrizione. Questi riguardano, tra l’altro, la legittimità di modelli commerciali in cui gli operatori della piattaforma partecipano ai compensi medici, nonché la questione se processi automatizzati come questionari standardizzati soddisfino i requisiti di una storia medica completa. Anche il ruolo della pubblicità per servizi telemetrici rimane al centro dell’attenzione, in particolare quando contiene dichiarazioni fuorvianti sulla semplicità e velocità del trattamento. Questi procedimenti dimostrano che il chiarimento normativo di molti aspetti della telemedicina è ancora in corso e la giurisprudenza si sta sviluppando dinamicamente.
Cosa Dice la Politica?
L’attuale accordo di coalizione enfatizza la promozione della telemedicina e della digitalizzazione nell’assistenza sanitaria, ma anche la necessità di standard chiari di qualità e sicurezza. Nella recente intervista a NTV, la Ministra della Salute Warkent ha avvertito dell’aumento „inquietante“ delle prescrizioni remote di cannabis e ha chiarito: „Per me c’è chiaramente un abuso dietro questi numeri“.
La Conferenza dei Ministri della Salute (GMK) chiede nella sua risoluzione più recente, tra l’altro, un esame personale iniziale obbligatorio prima di ogni prescrizione di cannabis, nonché norme uniformi e giuridicamente sicure a livello nazionale per i servizi telemetrici. Anche la Camera dei Farmacisti della Renania del Nord sostiene queste richieste e si pronuncia inoltre a favore di un divieto di vendita per corrispondenza di medicinali particolarmente esposti ad abuso, un obbligo di registrazione per gli operatori della piattaforma, nonché un chiarimento della libertà di scelta della farmacia. Queste misure non solo dovrebbero ridurre al minimo i potenziali abusi e garantire la sicurezza dei pazienti, ma secondo i soggetti coinvolti dovrebbero anche essere ancorate a livello legislativo – ad esempio nella Legge sui Stupefacenti o in quadri normativi comparabili.
Conclusione: Il Mandato è Chiaro – Digitalizzazione. Il Limite è Chiaro – Diritto/Giurisprudenza.
Il futuro della medicina è digitale, non c’è dubbio. Ma la digitalizzazione si realizzerà solo se responsabilità medica, interesse economico e quadro normativo saranno equilibrati.
È prevedibile che l’intero settore delle piattaforme di telemedicina nel campo del cannabis medico sarà sottoposto a un esame normativo. Per i fornitori consolidati e per coloro che desiderano diventarlo, questo non significa solo controllo, ma anche l’opportunità di mettere criticamente in discussione le loro strutture, processi e canali di comunicazione – e quindi creare un modello solido e affidabile che sia in grado di superare il controllo legale tanto quanto di soddisfare l’impegno verso un’assistenza ai pazienti responsabile. Tecnicamente è possibile molto. Legalmente molto è regolato. Ma solo dove questi due elementi vengono riuniti nasce la vera sicurezza dell’assistenza.
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