I club di coltivazione hanno in Germania fino ad oggi a che fare con ostacoli normativi e discriminazioni legali. Soprattutto le convinzioni ideologiche portano a sopprimere molte di queste iniziative già in fase embrionale. In Baviera, un Cannabis Social Club ha recentemente dovuto capitolare dopo una sconfitta legale. A Jena, un club non poteva distribuire cannabis perché si trovava a soli 198 metri – anziché i prescritti 200 metri – da un oggetto che potrebbe essere interpretato nel senso più lato come attrezzatura ludica. Questi esempi illustrano gli ostacoli talvolta assurdi a cui i club di coltivazione sono esposti.
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Poiché i vincoli organizzativi e burocratici sono difficili da gestire per i singoli club, è stato istituito un’appropriata rappresentanza degli interessi che funge anche da portavoce politico. La Bundesarbeitsgemeinschaft für Cannabis-Anbauvereinigungen (BCAv) si impegna per condizioni normative appropriate e uniformi per i Cannabis Social Club (CSC) e ha recentemente pubblicato un documento di posizione con richieste concrete.
Proporzionalità del divieto di pubblicità e delle regole sulla distanza
Uno degli obiettivi centrali dei CSC è una protezione efficace dei minori. Tuttavia, i club di coltivazione non devono essere soggetti all’arbitrio amministrativo – una situazione che attualmente si verifica frequentemente. Per loro vige un divieto completo di pubblicità che, secondo il BCAv, nella sua forma attuale è sproporzionato. L’associazione richiede quindi una norma che da un lato salvaguardi la protezione dei minori e dall’altro assicuri il diritto all’informazione dei consumatori. Un club di coltivazione deve essere chiaramente riconoscibile almeno per i potenziali membri.
Si chiede inoltre una norma uniforme a livello nazionale per quanto riguarda la scelta delle parole e la simbologia con cui i club possono informare sulla loro offerta. Anche le attuali regole sulla distanza dovrebbero essere adattate alla realtà. Anziché distanze minime forfettarie da scuole o aree giochi, il BCAv richiede norme sulla distanza pratiche che si basino sulla visibilità e sulla distanza effettiva a piedi.
Regole Chiare Invece di Incertezza
Un’altra priorità è il chiarimento tempestivo del quadro normativo fiscale. I club di coltivazione non hanno scopo di lucro e quindi non devono addebitare l’IVA sulla distribuzione di cannabis ai loro membri. Allo stesso tempo, la prospettiva di entrate fiscali è uno dei principali argomenti a favore della legalizzazione. Per questo motivo, il BCAv richiede normative esplicite per evitare successive richieste di rimborso fiscale.
Anche il termine „talea“ crea incertezze in tutto il territorio. Attualmente viene valutato diversamente il momento esatto in cui una talea diventa una pianta. Il BCAv propone una checklist amministrativa uniforme con criteri chiari per definire definitivamente questa distinzione.
Garanzia di Qualità e Consumo a Basso Rischio
Per promuovere un consumo il più possibile sicuro, nei CSC dovrebbero in futuro essere disponibili vaporizzatori e accessori simili in vendita o noleggio. Analogamente, dovrebbero essere offerti prodotti sostitutivi del tabacco. In questo contesto, il BCAv richiede anche il permesso di consumo presso l’associazione.
Attualmente è paradossalmente vietato consumare cannabis in un club di cannabis. Ciò comporta che i consumatori si rivolgono ad altri luoghi dove la protezione dei minori è spesso meno garantita. L’associazione vede una contraddizione con l’obiettivo effettivo di protezione.
Inoltre, il BCAv richiede standard di qualità minima uniformi a livello nazionale per la coltivazione e la produzione. Le analisi di laboratorio sono essenziali. Per questo motivo, l’associazione richiede esplicitamente l’autorizzazione per l’invio di campioni di cannabis ai laboratori.
Adattamenti nei Modelli di Impiego
Attualmente, i club di coltivazione possono assumere solo personale con contratti a margine minimo per lavorare alle piante. Ciò porta a processi inefficienti e complica il rispetto di standard di qualità uniformi. Per questo motivo, il BCAv chiede la possibilità di assumere personale a tempo parziale o pieno per migliorare la sicurezza operativa e la competitività rispetto al mercato nero.
Inoltre, dovrebbe essere abolito il limite massimo di 500 membri. Questo limite non ha alcun vantaggio, ma al contrario ostacola la lotta effettiva al mercato nero.
Nessuna Discriminazione di Persone con Disabilità
Secondo la legge attuale, i membri dell’associazione devono partecipare attivamente alla coltivazione. Per le persone con disabilità fisiche, questo spesso non è possibile. Per questo motivo, il BCAv richiede che l’obbligo di partecipazione sia esteso anche alle attività organizzative o amministrative per consentire la partecipazione di persone con disabilità.
Analogamente, l’associazione richiede una disposizione speciale per la distribuzione ai membri con mobilità ridotta. Secondo la legge attuale, il cannabis può essere distribuito esclusivamente presso l’associazione direttamente – una significativa discriminazione per i colpiti. Per questo motivo, il BCAv si pronuncia a favore di un’autorizzazione legale speciale per la consegna di cannabis ai membri dell’associazione.



































