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Dopo anni senza decriminalizzazione e senza limiti specifici per il THC nella circolazione stradale in Austria, arriva un nuovo colpo al settore del CBD. I negozi di CBD non possono più vendere fiori di CBD. Quello che inizialmente sembra assurdo come un panettiere che non può vendere pane, è diventato realtà in Austria praticamente da un giorno all’altro.
La vendita di fiori di CBD è ora consentita solo presso le tabaccherie autorizzate. Questo improvviso cambiamento normativo rappresenta un danno economico massicco per i negozi di canapa. I fiori di CBD sono legali in Austria poiché contengono meno dello 0,3% di THC e quindi non rientrano nella legge sui stupefacenti.
Nel corso degli anni, i fiori di CBD hanno creato un mercato considerevole in Austria. Per molti negozi di canapa, i fiori di CBD rappresentano uno dei prodotti più importanti. Con questa sentenza, la loro esistenza è ora a rischio.
Una controversia legale sulle importazioni come causa scatenante
Il trigger di questo cambiamento normativo è stato un conflitto legale nato durante un’importazione dalla Svizzera. Un negozio del Vorarlberg ha importato una quantità consistente di fiori di CBD dalla Svizzera. La dogana austriaca ha calcolato una tassa sul tabacco di 30.000 € per questa importazione. Quando il negozio ha giustamente chiesto perché venisse applicata una tassa sul tabacco a un prodotto che chiaramente non è tabacco, la risposta è stata determinante. La legge sulla tassa sul tabacco non si applica solo al tabacco, ma a tutti i prodotti fumabili.
Il caso è proseguito presso la Corte Federale delle Finanze e presso il Tribunale Amministrativo Supremo. Il Tribunale Amministrativo Supremo ha confermato questa interpretazione della legge sulla tassa sul tabacco e ha imposto un divieto immediato della vendita di questi fiori nei negozi di canapa. In un comunicato stampa della VwGH si legge testualmente che i fiori di canapa essiccati con un contenuto di THC inferiore allo 0,3% sono solitamente fumati e quindi rientrano nella legge sulla tassa sul tabacco. Rimane aperto come gestire le giacenze di fiori nei negozi. Si presume che debbano essere distrutti.
La vendita è ora consentita solo nelle tabaccherie
Da ora in poi, i fiori di CBD possono essere venduti solo presso le tabaccherie autorizzate, poiché secondo la VwGH rientrano nell’ambito di applicazione della legge sul monopolio del tabacco. I prodotti del tabacco, o i prodotti che come in questo caso possono essere interpretati come sostituti del tabacco, possono essere venduti solo attraverso il monopolio statale del tabacco. I fiori saranno tassati al 34%. Mentre ai negozi di CBD è stato sottratto uno dei loro prodotti più importanti e devono lottare per la loro sopravvivenza, lo Stato prevede di ricavare entrate fiscali per milioni di euro.
Compatibilità discutibile con il diritto dell’UE
In passato, i negozi di CBD hanno affrontato ripetutamente molestie burocratiche. La questione è se la decisione attuale del Tribunale Amministrativo Supremo sia effettivamente compatibile con il diritto dell’UE. Esiste una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2020 nel caso C-663/18. In quel momento si trattava del prodotto francese Kanavape, che contiene anch’esso CBD.
La Corte di Giustizia ha concluso che negli Stati membri dell’UE il libero scambio di prodotti a base di CBD non deve essere limitato in modo sproporzionato. Teoricamente, la sentenza potrebbe essere impugnata, ma con un esito incerto. Quel che è certo è che si tratta di un altro grave colpo a un settore che in Austria fatica già a trovare spazi di operatività.
Fonti e link di approfondimento
bmf.gv.at/rechtsnews
curia.europa.eu/jcms/.pdf (Sentenza della Corte di Giustizia del 2020)
































