La canapa contiene, oltre ai principi attivi già noti come i cannabinoidi e i terpeni, tracce di numerose altre sostanze. Ogni varietà possiede un profilo estremamente individuale di composti farmacologicamente attivi, che vanno ben al di là della semplice psicoattività indotta dal THC.
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L’insieme di questa gamma di sostanze determina il profilo specifico di ogni varietà. Un team di ricercatori sudafricani ha ora identificato una classe di composti la cui presenza nella canapa non era stata finora documentata e che è estremamente rara in natura.
Scoperti innovativi flavoalcaloidi
Nel corso di questo studio, i ricercatori hanno sviluppato un metodo analitico potente per rilevare i composti fenolici nelle piante. L’obiettivo dello studio era determinare il contenuto di vari flavonoidi nella canapa. I flavonoidi appartengono ai fenoli e sono ampiamente diffusi nel regno vegetale. Rilevare i fenoli rappresenta una sfida per l’analisi metodologica, poiché hanno strutture chimiche simili ma concentrazioni estremamente variabili.
Una particolare difficoltà consiste nel separare i flavonoidi comunemente presenti da altre sostanze in modo pulito. Il team di ricerca ha sviluppato una combinazione specificamente ottimizzata di cromatografia liquida, spettrometria di massa e rilevazione UV. Per la separazione del campione nei suoi componenti è stata utilizzata una combinazione di due metodi di cromatografia liquida. Nella letteratura scientifica questa tecnica è nota anche come cromatografia liquida bidimensionale.
I profili flavonoidici dei campioni esaminati sono stati visualizzati mediante diagrammi di contorno. Utilizzando questo metodo, il team ha analizzato tre varietà di canapa coltivate in Sudafrica. In totale sono stati identificati 79 composti fenolici. Una scoperta è stata tuttavia particolarmente interessante: i ricercatori hanno identificato in una delle tre varietà 16 composti fenolici appartenenti a una classe di sostanze mai documentata prima nella canapa. La classe di sostanze prende il nome di flavoalcaloidi – una sorta di combinazione tra un flavonoide e un alcaloide. I flavonoidi sono ampiamente diffusi in natura.
Anche gli alcaloidi non sono rari nel regno vegetale e sono responsabili dell’azione di molte piante. Tuttavia, una combinazione di questi due gruppi di sostanze è rara in natura e non è mai stata documentata nella canapa. Dal punto di vista chimico, questi metaboliti secondari consistono in un flavonoide che presenta un residuo contenente azoto, tipico degli alcaloidi, nella sua formula strutturale. La formula strutturale esatta dei composti appena scoperti non è ancora stata completamente decifrata. Tuttavia, si può già affermare che questo gruppo di flavoalcaloidi non è stato mai identificato nella canapa o in altre piante.
Concentrazione principalmente nelle foglie
È risultato sorprendente che la concentrazione di flavoalcaloidi fosse più elevata nelle foglie. Mentre la maggior parte dei principi attivi farmacologicamente interessanti è concentrata nei fiori, sembra diverso per questa classe di sostanze. Inoltre, il contenuto di altri composti fenolici nelle foglie differiva notevolmente tra le tre varietà analizzate. Grazie a questa scoperta, le foglie potrebbero diventare sempre più oggetto di attenzione della ricerca in futuro.
Una scoperta potenzialmente significativa dal punto di vista medico
I ricercatori ritengono che questa scoperta potrebbe avere anche una rilevanza medica. I flavonoidi, con i quali i flavoalcaloidi sono strettamente correlati, sono di grande interesse per la ricerca grazie alle loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e potenzialmente anche antitumorali. Anche alcuni flavoalcaloidi sono già oggetto della ricerca sul cancro.
La classe di sostanze appena scoperta potrebbe contenere un potenziale medico che potrebbe assumere un ruolo ancora più significativo in futuro. La scoperta sottolinea la necessità di ricercare anche in altre varietà di canapa nuovi composti fenolici potenzialmente rilevanti dal punto di vista medico.
Fonti
Nutzt du Hanfblätter für Tee oder andere Zwecke?
Studio:
sciencedirect.com



































