In questa serie di articoli in più parti intitolata „Etnobotanica Locale“ l’attenzione si concentra su quelle specie vegetali che in Europa da lungo tempo sono note come importanti piante medicinali, rituali o psicoattive e sono state utilizzate di conseguenza sin dall’antichità. La prima parte di questa serie etnobotanica affronterà il ben noto vischio (Viscum album) – una pianta parassita che cresce sugli alberi, sacra ai nostri antenati, dotata di una molteplicità di simboli e che possiede inoltre qualità curative che favoriscono la guarigione.
📑 Inhaltsverzeichnis
Sinonimi botanici
Viscum album L., Viscum stellatum D. DON.
Nomi comuni
Affolter, Albranken, Bocksfutter, Donarbesen, Donnerbesen, Drudenfuß, Elfklatte, Geißkrut, Heil aller Schäden, Hexenbesen, Hexennest, Knisterholz, Nistel, Vogelkläb, Vogelleimholz, Vogelmistel, Weißbeerige Mistel, Wintergrün, Wintersamen, (european) Mistletoe (ingl.), Gui (franc.), Vischio comune (it.), Maretak (oland.)
Classificazione botanica
Genere → Viscum (Vischi)
Famiglia → Santalaceae (Santalacee), precedentemente: Viscaceae (Viscacee)
Sottospecie di Viscum album – A seconda dei rispettivi alberi ospiti
| Viscum album ssp. abietis | Vischio dell’abete bianco (Abete bianco) |
| Viscum album ssp. album | Vischio delle latifoglie (Acero, melo, betulla, faggio, frassino, nocciolo ecc.) |
| Viscum album ssp. austriacum | Vischio del pino (Pini, più raramente abeti e larici) |
| Viscum album ssp. creticum | Vischio cretese (Pino turco/Pinus brutia) |
Nota: Il cosiddetto vischio di quercia (Loranthus europaeus), che è anch’esso di rilevanza etnobotanica, appartiene a una diversa famiglia vegetale, ovvero le Loranthaceae.
Botanica
Viscum album è un semiparassita sempreverde, il che significa che la pianta estrae dal suo albero ospite esclusivamente l’acqua e i sali nutritivi di cui ha bisogno. La fotosintesi la realizza autonomamente. Il vischio si trova generalmente nelle chiome dei suoi alberi ospiti. Non mette radici mai nel terreno, ma sempre solo nei rami degli alberi. La forma di crescita del vischio è tipicamente sferica. Il suo diametro raggiunge al massimo 1,5 metri. Le foglie sono lanceolate, salde, coriacee e rimangono verdi tutto l’anno.

Particolare delle foglie è che non appassiscono. Rimangono verdi finché non cadono. Inoltre non possiedono un tipico lato inferiore e superiore. I fiori sono dioici, giallo-bianchi, tuttavia molto insignificanti e quasi impercettibili. Compaiono nel periodo da marzo a maggio. I frutti arrivano in inverno. Si tratta di bacche bianco-trasparenti che contengono semi e una sostanza mucillaginosa appiccicosa. Questa è essenziale per la riproduzione riuscita, poiché garantisce che i semi rimangono attaccati al ramo ospite. Ma naturalmente solo dopo che le bacche sono state mangiate da uccelli come il tordo sassello (Turdus viscivorus) o la capinera (Sylvia atricapilla) e riemersi nelle loro feci.
Nota: Tutte le parti della pianta sono leggermente tossiche.
Tuttavia, la tossicità varia a seconda dell’albero ospite rispettivo. È documentato che i vischi dell’acero, del tiglio, della noce e della robinia (anche falsa acacia) sono i più tossici. I vischi del melo, invece, sono considerati quelli con la minore tossicità.
Distribuzione
Viscum album è originario dell’Europa settentrionale e dell’Asia settentrionale. Nel frattempo, tuttavia, la pianta è ampiamente diffusa anche in regioni dell’Europa meridionale e centrale.
Principi attivi
Nel vischio sono contenuti numerosi principi attivi diversi. Ad esempio l’ammide biogenico tiramina, acido betulinico, sostanze amare, flavonoidi, glicoproteine, resina, istamina, inositolo, lignani, acido oleanolico, acidi fenolcarbossilici, polisaccaridi, triterpeni (amilina e altri), acido ursolico, saponine, mucillagini, viscalbina, viscina, viscotossine, xantofilla e zinco.
Coltivazione in giardino
La coltivazione del vischio è difficile, considerando che la dispersione naturale dei semi avviene attraverso le feci degli uccelli. Gli uccelli infatti mangiano le bacche contenenti semi e le rieliminano con le loro feci. È quindi del tutto possibile che il vischio arrivi da solo nel giardino, a condizione che ci siano alberi sui cui rami e rametti il vischio possa germogliare e mettere radici.
Se il vischio non arriva naturalmente nel giardino, la coltivazione può riuscire spalmando o pressando le bacche appiccicose sui rami all’inizio della primavera.
Tuttavia, il giardiniere dovrebbe ricordare che il vischio è una pianta ospite che attinge alle risorse idriche del suo albero senza dargli nulla in cambio. Molti vischi su un albero pertanto lo danneggiano a lungo termine. Un singolo cespuglio di vischio, d’altra parte, non può causare danni a un albero. Un albero sano può facilmente fornirgli nutrimento.

Rituale, mitologia e simbolismo
Il vischio è una delle piante magiche più antiche d’Europa. Sin dall’antichità è considerato allo stesso modo un simbolo di fortuna, fertilità, vita e morte. Poiché il vischio mantiene un fogliame succulento e verde anche durante il gelo intenso, è interpretato anche come simbolo della vita eterna, della rinascita e dell’immortalità. D’altra parte, il vischio è stato associato anche alla morte e al decadimento, sebbene questa simbologia si basi soprattutto sull’osservazione naturale che il vischio infetta gli alberi e causa loro danni a lungo termine attraverso la privazione dei nutrienti.
La pianta era particolarmente sacra ai druidi celtici. Era da loro chiamata oljo-liagi, che tradotto significa „colui che guarisce tutto“.
Alla pianta erano attribuite numerose proprietà magiche, tra cui quella di scacciare la sfortuna e gli spiriti maligni. E proprio per questo motivo, poiché si voleva impedire alle energie negative di penetrare in casa, tradizionalmente i rami di vischio venivano fissati sopra l’ingresso della casa. Un’usanza pagana che persiste ancora oggi in molte regioni. Proprio come la fortunata tradizione di baciarsi come coppia sotto il cespuglio di vischio.
I nostri antenati celtici veneravano in particolare quei tipi di vischio che crescevano nella chioma di una quercia. Questi potevano essere raccolti esclusivamente in momenti e fasi lunari molto speciali, ad esempio nei giorni del solstizio d’estate o d’inverno, e – secondo le tradizioni – dovevano essere tagliati dal loro albero ospite solo con una falce d’oro.

Tuttavia, se la falce fosse effettivamente d’oro è da dubitare, poiché il legno del vischio è troppo duro per essere tagliato con l’oro. È più probabile che la falce fosse di bronzo. Dopo la raccolta, due tori bianchi venivano generalmente sacrificati per gratitudine e per implorare la benedizione. Tori perché secondo la mitologia celtica le bacche bianche del vischio simboleggiano le gocce di sperma del toro cosmico che una volta fecondò la grande dea e inoltre incarnava uno dei più importanti animali spirituali celtici, il signore della quercia.
Ma non solo nell’antico celticismo, bensì di fatto in tutte le culture centro e nordeuropee, il vischio ricopriva una posizione eminente come preziosa pianta curativa e allo stesso tempo misteriosa pianta magica. Per i Germani, ad esempio, il vischio con la sua forma di crescita biforcata era considerato una sorta di bacchetta magica o ricerca d’acqua che non solo apre il cammino verso l’aldilà e aiuta a oltrepassare la soglia verso l’altro mondo, ma con il quale si possono anche trovare tesori nascosti, banire i ladri e far saltare le serrature. Ma soprattutto per la sua capacità di stabilire una connessione con l’altro mondo, il vischio è stato da sempre utilizzato nel contesto dei culti degli antenati, ad esempio sotto forma di incenso.

Tale pratica può aiutarci a entrare in contatto con i nostri antenati, ad esempio quando vogliamo chiedere il loro aiuto e la loro benedizione.
Solo nel corso della cristianizzazione il vischio, proprio come molte altre piante curative e magiche, cadde progressivamente in discredito come cosiddetta erba di strega. Probabilmente fino ad oggi non troverete una sola chiesa decorata con rami di vischio.
Interessante: il vischio è l’ingrediente più importante del elisir magico di Miraculix, il famoso druido di „Asterix e Obelix“.
Il vischio come pianta medicinale
Il vischio non è solo una sacra pianta rituale celtica, ma è stato utilizzato sin dall’antichità e fino ai tempi moderni come pianta medicinale per il trattamento di numerose malattie. Applicato esternamente, ad esempio come impasto o come unguento, i nostri antenati usavano le foglie di vischio come medicina efficace per il trattamento dei congelamenti. Assunto internamente come infuso di tè a freddo, il vischio agisce come lassativo, calmante, ipotensivo, emostatico, antinfiammatorio, vasodilatatore, diuretico, antispastico oltre che tonificante per i nervi e il metabolismo. Nel contesto della medicina naturale europea tradizionale, l’erba di vischio è quindi consigliata anche per il trattamento dell’arteriosclerosi, emorragie interne, epilessia, febbre, ipertensione, mal di testa, reumatismi, disturbi digestivi e disturbi della menopausa.

Oggi il vischio è principalmente noto come rimedio di medicina naturale per il trattamento complementare del cancro. L’effetto antitumorale del vischio è stato scoperto dal filosofo e fondatore dell’antroposofia Rudolf Steiner (1861-1925), che è anche l’iniziatore della cosiddetta terapia del vischio. Tuttavia, se il vischio rafforza effettivamente il sistema immunitario, limita la crescita del cancro e riduce gli effetti collaterali della radioterapia rimane molto controverso negli ambienti medici specializzati.
Effetti
A seconda della forma di somministrazione, il vischio possiede un ampio spettro di diverse proprietà terapeutiche (vedi uso medico).
Se il vischio viene utilizzato come incenso, come talvolta praticato nel contesto psiconautico o sciamanico-rituale, agisce ansiolieticamente, chiarendo la mente e promuovendo i sogni. Un affumicamento di vischio può essere meravigliosamente utile per comprendere e integrare meglio immagini interiori e visioni. A livello energetico, il vischio produce due cose: da un lato rafforza le nostre difese energetiche rispettivamente il nostro mantello protettivo sottile, il che può essere molto utile soprattutto quando si viaggia verso l’altro mondo. Inoltre, un affumicamento di vischio agisce fortemente purificando, che è dovuto al fatto che il fumo trasforma l’energia negativa in energia positiva.
Forme di preparazione
Incenso
Il vischio – che in una miscela di incenso rituale simbolicamente molto spesso rappresenta il cuore dell’inverno – sviluppa quando brucia un fumo caldo, speziato e leggermente dolce. L’erba può essere bruciata bene da sola e facilmente inalata, ma personalmente preferisco mischiarla con altre piante e resine per l’incenso, come mugwort, resina di abete, iperico o petali di rosa.
Tè (a freddo)
Il tè di vischio è fondamentalmente macerato a freddo. È meglio usare due cucchiaini di erba per 0,5 a 1 litro di acqua e lasciare l’infuso in infusione durante la notte o per un periodo di otto-dieci ore. A seconda della preferenza personale, il tè può essere leggermente riscaldato prima di bere (non bollire).
Domande frequenti sul vischio
Come agisce il vischio come pianta medicinale?
Come infuso di tè a freddo, il vischio tradizionalmente agisce tra l’altro abbassando la pressione sanguigna, antispasmodico, antinfiammatorio e calmante. È inoltre noto attraverso la terapia del vischio fondata da Rudolf Steiner, il cui beneficio per il sistema immunitario e il trattamento del cancro rimane scientificamente controverso. Anche altri vegetali sono apprezzati come pianta medicinale – ad esempio l‘Echinacea con i suoi effetti simili ai cannabinoidi, paragonabile all‘effetto analgesico documentato del terpene Mircene.
Si può bruciare il vischio come incenso?
Sì. L’erba di vischio è stata da sempre utilizzata nel contesto dei culti degli antenati come incenso, per stabilire simbolicamente una connessione con gli antenati e per chiedere aiuto. Allo stesso modo, l‘assenzio è usato come antica pianta rituale e d’incenso.
Quale significato ha il vischio nel rituale e nella mitologia?
Per i druidi celtici il vischio era sacro: lo chiamavano „oljo-liagi“ – „colui che guarisce tutto“ – e gli attribuivano numerose proprietà magiche. Altre piante curative e rituali locali sono presentate nella nostra serie di etnobotanica, ad esempio l‘iperico e i suoi effetti.
Si può coltivare il vischio in giardino?
La coltivazione è impegnativa, poiché il vischio è un semiparassita sempreverde che cresce su alberi ospiti e disperde naturalmente i suoi semi attraverso le feci degli uccelli. Quanto le piante possono essere modificate dall’allevamento è dimostrato, tra l’altro, da nuove super piante per cannabis senza effetti psicoattivi.





































