📑 Inhaltsverzeichnis
- Stop alle prescrizioni di cannabis tramite telemedicina
- Progettato il divieto di spedizione dei farmaci a base di cannabis
- Aumento delle ricette private grazie alla telemedicina
- Peggiore assistenza sanitaria per molti pazienti gravemente malati
- Critica: protezione dei pazienti, non politica simbolica
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La nuova ministra federale della Sanità Nina Warken (CDU) sta pianificando misure drastiche per regolamentare la cannabis come medicina. Non solo intende vietare la prescrizione tramite piattaforme online, ma anche impedire la spedizione dei farmaci a base di cannabis.
Stop alle prescrizioni di cannabis tramite telemedicina
Secondo una bozza di progetto di legge del Ministero federale della Sanità, la prescrizione di cannabis non sarà più possibile tramite servizi di telemedicina. In futuro, i pazienti dovranno recarsi obbligatoriamente presso uno studio medico per una visita in persona. Secondo la bozza, nemmeno una consultazione video risulterebbe sufficiente per ottenere una ricetta di cannabis.
Progettato il divieto di spedizione dei farmaci a base di cannabis
Oltre alle disposizioni più rigorose sulla prescrizione, il progetto di legge prevede anche di impedire la spedizione dei farmaci a base di cannabis. I pazienti dovranno ritirare i propri medicinali direttamente in farmacia. La giustificazione fornita è che i vasti obblighi informativi e consulenziali associati alla cannabis medica potranno essere assolti solo attraverso il contatto diretto e personale con il personale farmaceutico.
Aumento delle ricette private grazie alla telemedicina
La ministra Warken giustifica i suoi piani con il netto aumento della domanda di cannabis medica dalla decriminalizzazione del cannabis a scopo ricreativo. Secondo l’Istituto federale per i medicinali e i dispositivi medici (BfArM), l’importazione di cannabis medica è aumentata del 170 percento dal primo al secondo semestre. L’aumento riguarda principalmente le prescrizioni su ricetta privata, che sono state principalmente emesse tramite piattaforme di telemedicina. Il numero di prescrizioni su ricetta del servizio sanitario nazionale, invece, è aumentato solo del nove percento.
Peggiore assistenza sanitaria per molti pazienti gravemente malati
Il progetto di legge ignora le esigenze di numerosi pazienti gravemente malati e con mobilità ridotta. Per molti di loro, l’accesso a un trattamento con cannabis medica è possibile solo attraverso la telemedicina e la spedizione tramite farmacie online. Anche nelle regioni rurali, dove manca l’infrastruttura appropriata, l’attuazione della bozza comporterebbe gravi lacune nell’assistenza sanitaria.
Critica: protezione dei pazienti, non politica simbolica
Se la protezione dei pazienti fosse veramente prioritaria, dovrebbero essere adottate misure mirate contro l’abuso di prescrizioni di cannabis, come consultazioni video obbligatorie e migliori meccanismi di verifica sulle piattaforme di telemedicina. Invece, questa bozza rende l’accesso più difficile in modo generalizzato – anche per coloro che dipendono dalla cannabis medica. La domanda centrale rimane ora se la resistenza politica e sociale a questo progetto sarà sufficientemente forte da impedirne l’attuazione nella forma attuale.



































