La Francia ritarda la transizione verso un regime permanente di cannabis medico. Il passaggio originariamente previsto per fine marzo 2026 è stato posticipato tramite una comunicazione della ministra della Sanità Stéphanie Rist: il programma pilota sperimentale continuerà fino al primo trimestre 2027 circa, mentre l’erogazione regolamentare definitiva si sposta al 2027, più realisticamente al 2028.
📑 Inhaltsverzeichnis
Per i pazienti che dipendono dalle proprietà terapeutiche della cannabis, la proroga garantisce certezza nella pianificazione, ma non chiarezza. Attualmente, secondo fonti francesi, solo circa 700 persone ricevono cannabis medico nel quadro del programma, rispetto a circa 3.200 tra il 2021 e il 2024.
Fase pilota prolungata: cosa aspetta ora Parigi
La fase sperimentale avviata nel 2021 avrebbe dovuto terminare a fine marzo 2026 e trasformarsi in un sistema regolamentare permanente. Invece, poco prima della scadenza, la ministra Rist ha firmato una comunicazione che garantisce l’accesso ai pazienti fino al primo trimestre 2027 circa. La ragione è che restano ancora passaggi amministrativi centrali.
Concretamente, manca ancora il progetto di decreto per il Consiglio di Stato, che le direzioni competenti DSS e DGS dovrebbero presentare solo a giugno 2026. La valutazione finale da parte della Haute Autorité de santé (HAS) è attesa per ottobre o novembre 2026. Le prime ricette regolari sono quindi realisticamente possibili solo a partire dal 2027, con ulteriori ritardi che potrebbero spostare l’avvio al 2028.
Rigorose disposizioni per la prescrizione e la coltivazione
A differenza di altri paesi europei, la Francia sta pianificando un approccio fortemente caratterizzato da una prospettiva farmaceutica. La terapia con cannabis dovrebbe rimanere definita come ultima ratio, ovvero utilizzata solo quando le terapie standard convenzionali falliscono o non sono tollerate dai pazienti.
Inoltre, le prescrizioni non potranno essere rilasciate da qualsiasi medico di base. Solo medici specificamente formati e certificati avranno l’autorità di rilasciare le ricette corrispondenti. Anche dal lato della produzione sono previste disposizioni rigorose. La coltivazione all’aperto o in serra sarebbe rigorosamente proibita, i produttori nazionali potrebbero coltivare la loro cannabis esclusivamente in impianti indoor strettamente controllati e dovrebbero preventivamente dimostrare contratti fissi con acquirenti autorizzati.
La questione della copertura finanziaria
Un punto centrale per il nuovo regime è la copertura dei costi. Durante il progetto pilota, le spese per il cannabis medico erano coperte dalla cassa malati. Per il passaggio al sistema permanente, le autorità, in particolare l’agenzia sanitaria francese, stanno ancora negoziando strutture di prezzo e modelli di rimborso. La proroga fino al 2027 dà ora all’amministrazione il tempo di allineare i rigorosi requisiti di conformità e il monitoraggio medico con i costi di produzione sostenibili.
Nuove prospettive per il mercato europeo
Con la fase pilota prolungata, la Francia si afferma come uno dei mercati più fortemente regolamentati, ma anche più innovativi per il cannabis medico in Europa. La rigida separazione tra consumo ricreativo e uso puramente medico dimostra che Parigi sta percorrendo una strada molto controllata. Per i pazienti questo significa soprattutto sicurezza dei prodotti e qualità standardizzata, mentre per le aziende rimane una sfida superare le elevate barriere all’ingresso.
Lo sguardo verso la Francia mostra quanto siano ancora diverse nel 2026 gli approcci al cannabis medico in Europa. Mentre la proroga porta sicurezza nell’erogazione ai pazienti attuali, rimane aperta la domanda centrale se la valutazione HAS nell’autunno 2026 darà il via libera per l’erogazione regolamentare. Con un parere positivo, secondo le stime, fino a 400.000 pazienti potrebbero ottenere accesso a lungo termine.
Nota di correzione (21 aprile 2026): In una versione precedente avevamo scritto che la Francia passerebbe a un regime permanente di cannabis medico da aprile 2026. In realtà, la fase pilota è stata prorogata fino al primo trimestre 2027 circa, con la fornitura regolamentare che si ritarda di conseguenza. Abbiamo aggiornato completamente l’articolo. Un sincero ringraziamento a Aurélien Bernard di Newsweed.fr per la segnalazione e il dettagliato rapporto originale francese.









































