La regolamentazione giuridica della cannabis medica torna al centro dell’attenzione della politica federale. In un’audizione della commissione per la sanità del 14 gennaio 2026, associazioni specializzate ed esperti hanno discusso il progetto di legge di modifica della legge sulla cannabis medica (MedCanG). Mentre gli attori normativi supportano i piani di prevenzione dell’abuso, i rappresentanti del settore e le organizzazioni dei pazienti avvertono di significative restrizioni nella sicurezza dell’approvvigionamento. La legge, la cui approvazione è prevista per la primavera, potrebbe entrare in vigore già nel secondo trimestre 2026.
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Controversia sul contatto medico personale e la telemedicina
Un punto centrale di contesa del progetto è l’obbligo previsto di un primo contatto personale tra medico e paziente. La Deutsche Hauptstelle für Suchtfragen (DHS) e l’Associazione dei Medici Tedeschi accolgono favorevolmente questo inasprimento. La classe medica sostiene inoltre una nuova classificazione della cannabis come stupefacente e esprime scetticismo sulla prescrivibilità dei fiori, poiché le prove scientifiche al riguardo sarebbero insufficienti.
Di contro, emergono avvertimenti sulle conseguenze per l’assistenza ai pazienti. Franjo Grotenhermen (Arbeitsgemeinschaft Cannabis als Medizin) e Georg Wurth (Deutscher Hanfverband) hanno sottolineato nell’audizione che la telemedicina è spesso l’unico mezzo per i pazienti che non trovano medici curanti nella loro zona. Anche Kirsten Müller-Vahl ha evidenziato che una restrizione dell’offerta digitale potrebbe rafforzare il mercato nero, contrastando l’obiettivo dichiarato della protezione dei minori.
Critica al divieto di spedizione e preoccupazioni delle farmacie
Il discusso divieto di spedizione suscita ugualmente preoccupazione. Christiane Neubaur, direttrice dell’Associazione delle Farmacie che forniscono cannabis (VCA), ha sottolineato che soprattutto i pazienti con mobilità ridotta nelle zone rurali dipendono dalle farmacie specializzate in spedizioni. Molte farmacie locali non dispongono della competenza necessaria per un’assistenza completa con cannabis medica.
La Bundesapothekerkammer, invece, si posiziona contro le piattaforme commerciali. Il presidente Armin Hoffmann ha sottolineato che i medicinali non sono beni di consumo e quindi non dovrebbero essere distribuiti tramite portali orientati al commercio. L’ABDA ha inoltre suggerito di estendere coerentemente gli inasprimenti previsti anche agli estratti di cannabis, al fine di colmare i vuoti normativi.
Differenze politiche e necessità di adeguamenti nell’Unione
Nella politica federale si stanno creando evidenti fratture. Il gruppo parlamentare SPD ha già segnalato che non intende approvare il progetto nella forma attuale. La portavoce per le questioni giuridiche Carmen Wegge ha definito il divieto di spedizione potenzialmente contrario al diritto europeo e ha sottolineato che il progetto non corrisponde agli accordi presi. Anche all’interno dell’Unione cresce la richiesta di correzioni. Simone Borchardt, portavoce sanitaria del gruppo CDU/CSU, ha riconosciuto che in alcuni punti „bisogna fare aggiustamenti“ per garantire la praticabilità ed evitare lacune nell’assistenza.
Mentre il gruppo parlamentare AfD ha proposto di sottoporre la cannabis alla procedura AMNOG, questo ha incontrato il rifiuto dell’Associazione federale dei medici assicurati e della Confederazione nazionale dei fondi malattia. La complessità delle varietà naturali non potrebbe essere rappresentata adeguatamente attraverso procedure standardizzate.





































