L’acronimo PGR deriva dall’inglese Plant Growth Regulators, ossia regolatori di crescita delle piante. Dal punto di vista chimico, si tratta di sostanze sintetiche che influenzano l’azione di alcuni ormoni naturali della pianta e possono quindi intervenire significativamente sulla crescita della stessa.
📑 Inhaltsverzeichnis
Grazie a questi effetti, i PGR possono essere interessanti anche per la coltivazione della canapa, poiché attraverso l’adattamento ormonale di alcuni processi metabolici della pianta, possono aumentare enormemente la resa. È tuttavia importante sapere che la maggior parte dei PGR è molto tossica e il loro uso è quindi fortemente sconsigliato. Mentre in Germania l’erba coltivata con PGR è ancora rara, questo metodo si è già diffuso negli Stati Uniti.
A causa della loro elevata nocività, la maggior parte dei PGR è vietata nell’UE o consentita solo per l’uso su piante ornamentali non destinate al consumo umano. Solo pochissimi PGR sono autorizzati nell’agricoltura, a condizione che vengano rispettati valori soglia tossicologicamente sicuri. Per i prodotti di canapa destinati al mercato nero, come accade tuttora nella maggior parte dei paesi del mondo a causa dell’illegalità, non esistono controlli di qualità riguardanti l’uso di tali sostanze. Di conseguenza, non solo gli adulteranti possono rappresentare un pericolo per la salute, ma anche le alte concentrazioni di sostanze tossiche simili agli ormoni.
Principio di funzionamento dei PGR
I PGR possono modulare una moltitudine di processi metabolici in una pianta. In linea di massima, qualsiasi processo normalmente controllato da un ormone naturale della pianta può essere influenzato da questi principi attivi. Nella coltivazione della canapa, dove a causa dell’illegalità l’obiettivo è la massimizzazione del profitto, in genere due effetti principali sono di particolare interesse.
In primo luogo, l’uso di queste sostanze può inibire fortemente la crescita in lunghezza. L’inibizione della crescita in lunghezza si ottiene bloccando l’acido gibberellico, un ormone naturale della pianta responsabile della formazione di lunghi germogli. Questo fa sì che la pianta diventi automaticamente più compatta e cespugliosa, il che aumenta significativamente la resa. Una pianta allungata e sottile non produce praticamente la resa di un esemplare più piccolo ma molto compatto. Sebbene questo possa essere ottenuto anche con altri metodi, i PGR sono una misura molto semplice, anche se dal punto di vista sanitario discutibile. Il secondo effetto principale consiste nell’aumento della densità dei fiori. Alcuni di questi principi attivi determinano fiori innaturalmente grandi e compatti, il che a sua volta aumenta la resa.
Panoramica dei principali PGR
Il paclobutrazolo è uno dei rappresentanti più importanti di questo gruppo di sostanze. Questo principio attivo inibisce la crescita in lunghezza della pianta e rende i fiori molto più compatti. Tuttavia, il suo uso comporta il problema che il contenuto di cannabinoidi e terpeni nel fiore diminuisce significativamente. Di fatto, la qualità non aumenta affatto, ma solo la resa e quindi il profitto. Nel corpo umano, il paclobutrazolo è epatotossico e può compromettere la fertilità.
Un altro importante rappresentante di questo gruppo, frequentemente utilizzato nella coltivazione della canapa, è il daminozide. Il principio attivo è noto anche con il nome commerciale Alar. Il daminozide inibisce anch’esso la crescita in lunghezza e in questo modo favorisce fiori più grandi. Nel corpo umano, il daminozide viene metabolizzato in dimetil idrazina, che è nota come cancerogena. Il clormecat cloruro è altrettanto interessante per la coltivazione della cannabis, poiché anch’esso inibisce la crescita in lunghezza e fa fiorire la pianta molto più rapidamente. Nel corpo umano, danneggia il DNA. Nel corso degli anni, questo può portare a cancro o a malformazioni. Paradossalmente, questa sostanza è addirittura autorizzata in agricoltura nell’UE, a condizione che i valori soglia problematici non vengano superati.
Caratteristiche distintive dell’erba trattata con PGR
La caratteristica più evidente dei fiori coltivati con l’aiuto di PGR è la loro consistenza innaturalmente compatta. I fiori si sentono innaturalmente duri, quasi come sughero, e sono notevolmente più pesanti. Allo stesso tempo, però, hanno un aspetto visivamente più scadente. Spesso i tricomi altrimenti caratteristici non sono chiaramente visibili. Questo si manifesta anche nell’odore. L’aroma tipico della cannabis è molto meno pronunciato in questi fiori, poiché a causa del minor numero di tricomi si producono anche meno terpeni.
Questa è una caratteristica paradossale di questi fiori: nonostante il loro peso significativamente maggiore, contengono un contenuto molto inferiore di cannabinoidi e terpeni. Se l’odore e il sapore hanno una nota chimica e si verificano irritazioni delle vie respiratorie, questo può essere un indicatore dell’uso di PGR. Diventa pericoloso quando i PGR sono stati utilizzati così delicatamente che il loro uso non può essere chiaramente identificato nei fiori.
Attualmente non sono disponibili sul mercato test rapidi con cui i campioni di cannabis possono essere testati per la presenza di PGR. In questi casi, il rischio di conseguenze per la salute è concreto. L’uso di PGR per la massimizzazione del profitto è, insieme agli adulteranti, un ulteriore esempio che dimostra chiaramente come il divieto della cannabis abbia conseguenze per la salute molto più gravi di quelle che la droga stessa avrebbe su un mercato regolamentato.







































