L’industria della cannabis lavora con sostanze pure isolate
L’industria moderna impiega ampiamente sostanze purificate, aggiunte ai prodotti finali durante il processo di produzione. Lo stesso vale per la lavorazione dei prodotti derivati dalla pianta di cannabis. Attraverso un sistema efficiente di estrazioni chimiche e fisiche, è possibile estrarre i cannabinoidi dalla pianta e isolarli nelle loro forme più pure. Gli isolati cristallini raggiungono infatti gradi di purezza superiori al 99 percento. Che si tratti di CBD, THC o uno degli altri cannabinoidi, è possibile produrre una sostanza composta quasi interamente dal principio attivo desiderato.
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Un lungo percorso verso isolati di cannabinoidi puri
Tuttavia, il processo di ottenimento degli isolati non è semplice. Innanzitutto, il principio attivo (ad esempio THC-V) deve essere disponibile sotto forma di estratto. Successivamente, viene trattato con acido acetico ed esano per rimuovere tutti i componenti vegetali. Dopo la filtrazione e l’esecuzione di un’evaporazione rotativa, il prodotto viene ulteriormente raffinato mediante cromatografia. Nella cromatografia vengono aggiunti solventi come metanolo o pentano. Il prodotto viene filtrato più volte e fatto passare ripetutamente attraverso l’evaporatore rotativo per rimuovere queste sostanze. Il prodotto finale ottenuto è un isolato cristallino con un grado di purezza del 99,95 percento.
Gli isolati di singole sostanze della cannabis perfezionano la ricerca e la medicina
Alcuni consumatori di cannabis non sono entusiasti della lavorazione chimica della cannabis. I prodotti industriali come gli edibili ricchi di THC destano loro sospetto. Inoltre, in molti casi l’utilizzo di un cannabinoide in combinazione con gli altri componenti della pianta è più efficace dell’impiego di una sostanza pura. Tuttavia, il complesso processo di isolamento presenta anche i suoi vantaggi. Consente ad esempio una ricerca molto più precisa dei singoli principi attivi della pianta di canapa.
Inoltre, ci sono anche casi medici in cui la somministrazione di un isolato di CBD è assolutamente appropriata, quando per il trattamento di una diagnosi è necessario un solo cannabinoide. Utilizzando sostanze pure si escludono anche le reazioni allergiche al materiale vegetale, che nella cannabis sono rare ma comunque possibili. Gli isolati si guadagnano quindi il loro diritto di esistenza su molti fronti: nell’industria alimentare, nel trattamento dei pazienti e nella ricerca medica.




































