Con l’introduzione del Cannabisgesetzes nell’aprile 2024, la Germania ha scelto un modello che ha suscitato grande interesse in tutta Europa. Gli adulti possono portare con sé fino a 25 grammi, coltivare tre piante a casa e rifornirsi attraverso associazioni di coltivatori con fino a 50 grammi al mese. La vendita commerciale rimane invece rigorosamente vietata. Questa costruzione è stata deliberatamente scelta dal governo federale per ottenere da un lato una depenalizzazione, dall’altro per non entrare in conflitto diretto con gli accordi commerciali internazionali.
I primi mesi hanno dimostrato che l’escalation prevista non si è verificata. Invece di un aumento della criminalità, diversi Länder hanno persino segnalato un calo dei reati legati alla droga. Allo stesso tempo, polizia e magistratura si lamentano delle ambiguità nell’implementazione, poiché i casi limite – come il trasporto tra la casa e i club – rimangono legalmente difficili. Diventa così chiaro che la legge regola molte cose nuove, ma non risolve ancora tutti i problemi.
Stabilità politica o riforma necessaria?
Dopo il cambio di governo nella primavera del 2025, non c’è chiarezza definitiva sul futuro della legge sulla cannabis. Nel contratto di coalizione, CDU/CSU e SPD hanno concordato di avviare una valutazione aperta nell’autunno 2025. Questa dovrà esaminare quali effetti la legge ha avuto finora sul comportamento dei consumi, sul mercato nero, sulla protezione dei minori e sull’applicazione della legge. Mentre l’SPD finora mantiene il CanG e conta su risultati positivi, l’Unione segnala che sulla base dei risultati mira a un inasprimento. Per i consumatori e le associazioni di coltivatori, questo significa per il momento incertezza: la legge rimane in vigore, ma non è garantita a lungo termine. I critici continuano quindi a parlare di una „mezza legalizzazione“, poiché manca il mercato commerciale e il contrabbando rimane ancora attivo.
Soprattutto nei club emerge quanto sia burocratico il percorso verso l’approvvigionamento legale. Requisiti rigidi, limiti di iscrizione e obblighi di documentazione rigorosi rendono l’operatività complicata. Molte iniziative falliscono già nella fase di costituzione. Le associazioni esistenti rappresentano un passo avanti per i loro membri, ma non riescono a coprire le esigenze dell’intera base di consumatori. Rimane quindi un campo di tensione: la politica vuole distribuzioni controllate, ma finora non ha creato un accesso diffuso su tutto il territorio.
La dimensione sociale e medica
Oltre alle questioni pratiche, viene discusso anche l’impatto sociale. I sostenitori sottolineano che la normalizzazione dei consumi abbatte gli stigmi e gli adulti possono agire responsabilmente. Gli oppositori avvertono di un segnale poco chiaro per i giovani e temono danni alla salute. Medici e associazioni professionali sono divisi: mentre alcuni vedono l’opportunità di normalizzare l’approccio alla canapa, altri temono che i pazienti potrebbero essere disorientati dalla legalizzazione parallela.
Anche a livello internazionale il modello tedesco è osservato con attenzione. Altri paesi europei lo considerano un campo di prova per una regolamentazione che non punti immediatamente a un mercato commerciale. Se la Germania si consolida come pioniera o come caso speciale dipende da come evolvono il mercato nero, la prevenzione e l’accettazione sociale. Una cosa è certa: con il CanG la Repubblica federale ha avviato un esperimento che dovrà essere sottoposto a revisione nel lungo termine.


































