Il cannabidiolo, o CBD, è diventato uno dei principali trend nel settore della salute e del benessere contemporaneo. È particolarmente sorprendente considerando che la pianta da cui viene estratto questo principio attivo è vietata in molti paesi e sottoposta a rigide restrizioni. Nonostante le difficoltà associate alla coltivazione, trasformazione, commercializzazione ed esportazione, il CBD ha continuato la sua trionfale avanzata, entrando negli scaffali dei negozi e nella quotidianità di milioni di persone.
📑 Inhaltsverzeichnis
Altre Fonti di CBD
Tuttavia, l’utilizzo della cannabis e conseguentemente del CBD non è ancora semplice per tutti. Esistono ancora molti luoghi nel mondo dove non si distingue tra THC e CBD, né tra uso ricreativo e medico. Eppure anche in questi contesti, il CBD potrebbe essere utilizzato dalle persone per scopi salutistici o per il trattamento di malattie. Sappiamo che i terpeni si trovano in molte altre piante, e l’industria alimentare li utilizza da tempo come aromi. Ma anche il cannabidiolo ha altre fonti naturali oltre alla cannabis, e una di queste la conosciamo tutti dalla nostra bevanda popolare, poiché viene trasformata nella birra.

Una Varietà Particolare di Luppolo
Durante un soggiorno in Germania, Bob Marley disse una volta a un giornalista che il luppolo (bot. Humulus) e la cannabis sono molto simili, quando il giornalista gli chiese perché bevesse birra sebbene i Rastafari rigettassero l’alcol. Non era una metafora, né Marley si riferiva ad aspetti spirituali o all’effetto psicoattivo che entrambe le piante possono produrre, benché in modi molto diversi. Dal punto di vista botanico, il luppolo appartiene alla famiglia delle Cannabaceae ed è quindi biologicamente imparentato con la pianta di cannabis. Esistono oltre 150 specie, suddivise in undici generi.
Per l’estrazione di CBD è particolarmente adatta una varietà speciale che cresce naturalmente in India e si chiama Humulus Kriya. La pianta non contiene cannabinoidi, ma questa varietà si è incrociata con una specie di cannabis che cresce allo stato selvatico. Da questi incroci sono nati ceppi di Humulus che contengono alte concentrazioni di CBD, alcuni addirittura con tracce di THC. Poiché non tutti i tipi di Humulus contengono CBD, è stato necessario individuare e coltivare selettivamente le varietà appropriate per la produzione di oli medicali. Soprattutto per fornire cannabidiolo ai pazienti in paesi dove non è possibile lavorare con la cannabis, il CBD da Humulus rappresenta un’alternativa per garantire l’accesso al CBD.
Più che Solo CBD?
Il luppolo ha trovato spazio nella medicina popolare anche indipendentemente dalla concentrazione di CBD in poche piante selezionate. Contiene sali minerali, flavonoidi, lupulone (con effetto sedativo e calmante) e terpeni (ad esempio il mircene). Il luppolo porta quindi con sé il suo proprio „effetto entourage“, che differisce leggermente da quello della cannabis, ed è quindi un medicamento a sé stante. Naturalmente, è gratificante per molti pazienti che il luppolo fornisca loro una nuova fonte legale di CBD. Tuttavia, l’Humulus non dovrebbe essere considerato come alternativa, ma piuttosto come fornitore aggiuntivo di principi attivi.
Dato che è ormai noto che l‘effetto entourage e il trattamento con fiori di cannabis possono essere più efficaci a seconda della diagnosi rispetto alla somministrazione di un principio attivo isolato o sintetizzato, allora ha più senso considerare il luppolo con tutta la sua gamma di principi attivi separatamente per l’utilizzo terapeutico in diverse indicazioni. Ovunque ci siano sovrapposizioni nell’ambito di applicazione, queste potrebbero costituire occasioni per studi comparativi o di combinazione. Anche noi saremmo felici di poter comparare in un test l’olio CBD da cannabis con l’olio CBD da luppolo. Continueremo quindi volentieri a seguire questo argomento.
Luppolo-CBD: Domande Frequenti
Il luppolo contiene veramente CBD?
Sì, una varietà speciale chiamata Humulus Kriya, che cresce spontaneamente in India, contiene quantità misurabili di cannabidiolo. La maggior parte delle altre specie di luppolo non contiene CBD e dipende da un incrocio naturale con la cannabis. Il luppolo si aggiunge così a una crescente lista di cannabinoidi provenienti da piante come il cacao, il pepe e la lavanda che contengono o attivano principi attivi simili.
Il luppolo e la cannabis sono imparentati?
Entrambi appartengono alla famiglia botanica delle Cannabaceae e sono quindi parenti stretti. Il luppolo (Humulus) e la cannabis (Cannabis) condividono caratteristiche biologiche, ma solo la cannabis produce cannabinoidi classici in quantità significative. Altre piante agiscono attraverso altri meccanismi, come ad esempio lo spilantolo come principio attivo vegetale con effetto cannabinoide dalla paracressione.
Il CBD dal luppolo fa sballo?
No. Il CBD non è psicoattivo e il cannabidiolo estratto da Humulus si comporta in modo biochimicamente identico al CBD dalla cannabis. Il CBD da luppolo di solito non contiene THC e quindi non produce alcun effetto psicoattivo.
Il CBD dal luppolo è legale?
Sì. Poiché il luppolo non è soggetto legalmente alla normativa sugli stupefacenti, il CBD da Humulus rappresenta un’alternativa legale, particolarmente rilevante nei paesi dove la cannabis è vietata o fortemente regolamentata. La valutazione internazionalmente diversa del CBD è evidente nel dibattito su se il CBD negli alimenti dovrebbe essere consentito in Giappone.
Quali cannabinoidi esistono oltre al CBD?
Oltre al CBD e al THC, la ricerca scientifica studia numerosi cannabinoidi rari con profili di effetto propri, come ad esempio il CBDP e il suo potenziale medico. Tuttavia, questi cannabinoidi provengono dalla pianta di cannabis e non si trovano nel luppolo; solo la varietà Humulus Kriya contiene cannabidiolo misurabile.
Quali altri principi attivi contiene il luppolo?
Il luppolo fornisce principalmente sostanze amare come l’umulone e il lupulone, nonché terpeni aromatici come il mircene e l’umulene. Questi composti sono responsabili dell’effetto calmante e dell’aroma caratteristico, non di un effetto psicoattivo, poiché i cannabinoidi classici nel luppolo ordinario sono praticamente assenti.







































