La vittoria elettorale con maggioranza dei due terzi
Il partito Tisza, di orientamento conservatore, ha ottenuto nel aprile 2026 una maggioranza parlamentare dei due terzi, terminando così il governo ininterrotto di Fidesz dal 2010. Péter Magyar, ex insider delle strutture di Orbán e figura di spicco dell’opposizione dal 2024, assume l’incarico di primo ministro. Nel nuovo ministero della Salute, riorganizzato separatamente dal ministero dell’Interno, Zsolt Hegedűs assume la responsabilità della politica delle dipendenze e delle droghe.
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Nel programma elettorale, Tisza aveva annunciato l’abolizione delle leggi antidroga più severe introdotte sotto Orbán. Anziché criminalizzare i consumatori, le risorse di applicazione della legge dovrebbero concentrarsi sulla distribuzione e sulla criminalità organizzata. Il trattamento e la riduzione del danno ottengono per la prima volta dal 2010 un ruolo stabile nella strategia del ministero.
Cosa prevede concretamente la nuova strategia

Al centro della strategia figura un istituto per la partecipazione della società civile, che coinvolga le organizzazioni di pazienti, gli enti per l’assistenza alle dipendenze e gli istituti di ricerca nella definizione della strategia. La Strategia nazionale antidroga scaduta nel 2020 sotto Orbán sarà sostituita da un nuovo quadro. Un coordinatore nazionale per le droghe coordinerà centralmente l’implementazione.
Tamás Kardos dell’Unione ungherese per le libertà civili, una delle più antiche organizzazioni per i diritti umani in Ungheria, definisce l’inclusione delle tematiche di politica antidroga nel programma elettorale un „passo notevole“. L’organizzazione, fondata nel 1994, ha dovuto affrontare ripetuti procedimenti legali contro lo stato ungherese sotto Orbán e vede le nuove strutture come un’opportunità per un dialogo orientato ai fatti.
Nessuna legalizzazione della cannabis in vista
Tisza evita deliberatamente una legalizzazione o depenalizzazione della cannabis nel programma. Magyar stesso sottolinea che si tratta di una „professionalizzazione della politica antidroga“, non di una liberalizzazione motivata ideologicamente. La cannabis medica rimane consentita sotto rigorosa regolamentazione, il consumo ricreativo rimane punibile.
Dietro questa linea difensiva c’è un calcolo politico. L’elettorato di Tisza è eterogeneo su questioni di droga, un dibattito sulla legalizzazione potrebbe destabilizzare la maggioranza. Gli osservatori ritengono quindi più realistici i passi di riforma al di sotto della soglia di legalizzazione: depenalizzazione del consumo personale, espansione dei servizi di drug checking basati su sostanze, riforma della pratica di polizia.
La dimensione UE: l’Ungheria abbandona la posizione di blocco

Per la politica della cannabis dell’UE, il cambio di governo ha un’importanza strategica. Sotto Orbán, l’Ungheria era nel 2020 l’unico stato membro dell’UE a votare contro la raccomandazione della commissione ONU per i stupefacenti di cancellare la cannabis dalla categoria IV della Convenzione unica. Questa posizione aveva più volte ostacolato i dibattiti europei sulla riforma. Una strategia Tisza basata su evidenze potrebbe in futuro spostare la voce ungherese verso il lato degli stati membri orientati alla riforma.
Ulteriori informazioni sulla diversità della politica antidroga all’interno dell’Unione sono fornite dalla nostra Guida Cannabis-International 2026. Un’analisi completa delle costellazioni politiche nell’Europa centrale e orientale è contenuta inoltre nell’analisi sulla politica della cannabis dell’UE dopo le elezioni europee.
Cosa osserva l’industria adesso

Dal punto di vista dell’industria della cannabis medica, l’attenzione è focalizzata soprattutto sul collegamento dell’Ungheria al mercato europeo della cannabis medica. I fornitori di Germania, Repubblica Ceca e Polonia stanno valutando se il nuovo governo elimini gli ostacoli amministrativi per le importazioni e la telemedicina. Finora l’Ungheria è un mercato praticamente inesplorato con meno di 500 pazienti cannabinoidi documentati.
Il nuovo ministero non comunica ancora calendari concreti. Una prima bozza della strategia nazionale antidroga è prevista per il terzo trimestre 2026. Fino ad allora, le pene aumentate per il consumo personale introdotte sotto Orbán rimangono in vigore, che in singoli casi consentono pene detentive fino a due anni.
Domande frequenti
La cannabis sarà legalizzata in Ungheria?
Una legalizzazione del consumo ricreativo non fa parte del programma Tisza. Il nuovo governo annuncia esplicitamente una strategia basata su evidenze, ma esclude espressamente una legalizzazione. La cannabis medica rimane consentita sotto rigorosa regolamentazione.
Cosa cambia per i pazienti cannabinoidi?
Nel breve termine cambia poco. Il numero di pazienti trattati in Ungheria è inferiore a 500. Il governo Tisza vuole strutturare l’accesso, ma le riforme concrete sono attese solo dopo la presentazione della nuova strategia antidroga nel terzo trimestre 2026.
Chi è Péter Magyar?
Magyar era inizialmente un insider delle strutture di Orbán, si è pubblicamente distaccato nel 2024 e ha fondato il movimento Tisza. La sua apparizione decisiva per le elezioni è stata una campagna anticorruzione. Su questioni di droga si posiziona pragmaticamente e sottolinea „professionalizzazione invece di ideologia“.
Quale significato ha l’elezione per l’UE?
L’Ungheria è stata più volte un freno nella politica antidroga dell’ONU e dell’UE sotto Orbán. Con Tisza, la posizione ungherese a Bruxelles potrebbe cambiare, il che potrebbe accelerare i processi di riforma, ad esempio nel campo della classificazione di pillole e cannabis.
Quando sarà disponibile la nuova strategia antidroga?
Il ministero della Salute pianifica una prima bozza per il terzo trimestre 2026. L’approvazione e l’entrata in vigore potrebbe prolungarsi fino all’inizio del 2027. Un coordinatore nazionale per le droghe sarà nominato contemporaneamente.
Sollte Ungarn Cannabis für den Freizeitkonsum legalisieren?
Fonti: Business of Cannabis del 12 maggio 2026, NORML-Blog del 18 aprile 2026, Manifesto elettorale del partito Tisza, intervista Péter Sárosi (European Harm Reduction Network) del 30 aprile 2026, Hungarian Civil Liberties Union.



































