📑 Inhaltsverzeichnis
Anche nei Paesi Bassi la cannabis non è legale, sebbene molti lo assumano. Tra il legale e l’illegale esistono numerose sfumature e zone grigie. Ciò che viene praticato nei Paesi Bassi è una politica di tolleranza: tecnicamente è illegale, ma viene tollerato in un certo ambito, semplicemente ignorando il fenomeno. Ufficialmente è permessa la vendita di piccole quantità nei coffeeshop.
Poiché la coltivazione è largamente vietata, i gestori dei coffeeshop non hanno altra scelta che approvvigionarsi da fonti illegali. Si tratta di una soluzione tutt’altro che ottimale, poiché in questo modo si hanno tutti gli svantaggi del mercato nero nella catena di approvvigionamento. A causa di questa discrepanza, nota anche come „problema della porta sul retro“, da diversi anni si sta cercando di legalizzare la coltivazione per offrire ai coffeeshop prodotti controllati e puri. Un corrispondente progetto pilota è entrato in una fase decisiva ad aprile.
Merce contaminata del mercato nero nei coffeeshop
L’importanza di una coltivazione controllata con linee guida di qualità chiare è emersa di recente da un controllo di qualità dei prodotti a base di cannabis provenienti dai coffeeshop. Nel corso di questo studio sono stati esaminati 105 campioni di cannabis da coffeeshop selezionati casualmente. Uno su cinque conteneva contaminazioni biologiche come batteri potenzialmente dannosi per la salute o residui di muffe.
Questo indica condizioni igieniche scadenti, un problema tipico del mercato nero senza specifiche di qualità. Circa un terzo dei campioni conteneva pesticidi. In un campione di hashish la concentrazione di piombo consentita è stata superata di sei volte. Lo studio è stato condotto dall’Istituto olandese per la salute e la dipendenza e ha fornito le basi per la prevista coltivazione e vendita legale di cannabis.
Progetto pilota in 10 comuni
Il 7 aprile di quest’anno è iniziata la fase decisiva di un progetto pilota per la coltivazione legale di cannabis. Circa 80 coffeeshop in dieci comuni potranno vendere solo cannabis da coltivazione regolamentata. L’inizio dell’esperimento è stato difficile, ma rappresenta comunque un passo importante nella giusta direzione. Da anni nei Paesi Bassi si discute di distribuzione legale da coltivazione controllata. Il progetto ha attraversato diverse fasi negli anni precedenti. Dal 17 giugno 2024 è in corso un periodo transitorio durante il quale i coffeeshop coinvolti possono vendere sia la cannabis ottenuta illegalmente che quella legale. La coltivazione viene effettuata da produttori certificati direttamente nei Paesi Bassi. I criteri di selezione erano severi per poter soddisfare tutti i requisiti legali e qualitativi.
Alla fine si sono qualificati 10 candidati come produttori. Uno dei maggiori produttori per questo esperimento è Hollandse Hoogtes da Bemmel, vicino al confine tedesco. Può fornire 200 chili di cannabis a settimana. Attualmente sussistono però preoccupazioni riguardanti possibili carenze di approvvigionamento. Molti gestori di coffeeshop temono che la quantità non sia sufficiente a coprire la domanda di mercato. Viene criticata anche la scelta notevolmente inferiore di diverse varietà.
Un grande problema riguarda l’approvvigionamento di hashish. Poiché la produzione è considerevolmente più complessa, non può essere garantito che il fabbisogno sia soddisfatto. Nel calcolo originale si era partiti da una quantità necessaria di un chilo per coffeeshop e per giorno. Il 20% di questo corrisponde all’hashish. Se questo valore sia ancora attuale e se soli 10 produttori possono soddisfare questo fabbisogno è attualmente oggetto di discussioni molto controverse. I gestori dei coffeeshop chiedono una proroga del periodo durante il quale la merce può ancora essere ottenuta dal mercato nero.
L’hashish illegale continua a essere tollerato
Si è raggiunto un compromesso per cui l’hashish può continuare a essere ottenuto da fonti illegali. Questo deve rimanere valido per un periodo transitorio fino al 10 giugno. Secondo la valutazione dei responsabili delle decisioni, il fabbisogno di marijuana può essere soddisfatto. Se questa assunzione sia corretta lo dimostrerà la pratica. Un fallimento di questo progetto causerebbe caos e battute d’arresto inutili.
Il mercato nero verrebbe inevitabilmente alimentato, cosa che gli ideologi del proibizionismo considererebbero una conferma della loro politica. Le conoscenze acquisite dal progetto pilota serviranno come base decisionale per la futura politica sulla cannabis. Le probabilità non sono attualmente scarse che i Paesi Bassi si uniscano al trend internazionale verso una legalizzazione e regolamentazione completa.
Domande frequenti
I coffeeshop nei Paesi Bassi vendono cannabis legale?
Sì – dal 7 aprile 2025 circa 80 coffeeshop in dieci comuni olandesi possono vendere esclusivamente cannabis da coltivazione regolamentata e certificata. Il cosiddetto „Wietexperiment“ (esperimento della cannabis) mira a porre fine al decennale „problema della porta sul retro“, in cui i coffeeshop potevano vendere legalmente ma dovevano acquistare illegalmente.
In quali città si svolge il progetto pilota olandese sulla cannabis?
Il progetto pilota comprende dieci comuni con un totale di circa 80 coffeeshop partecipanti. Vengono riforniti da dieci produttori certificati dallo stato – uno dei più grandi è Hollandse Hoogtes da Bemmel vicino al confine tedesco, che può fornire circa 200 chilogrammi a settimana.
La cannabis è legale nei Paesi Bassi?
No, la cannabis non è completamente legale nemmeno nei Paesi Bassi. Vige una politica di tolleranza: la vendita di piccole quantità nei coffeeshop è tollerata, mentre la coltivazione è stata a lungo largamente vietata. Proprio questa zona grigia il progetto pilota intende risolvere con la coltivazione controllata.
Come si differenzia il modello dalla politica tedesca sulla cannabis?
Mentre la Germania con il CanG punta sulla coltivazione personale e i cannabis club, i Paesi Bassi testano la distribuzione regolamentata attraverso coffeeshop esistenti. Dibattiti simili su progetti pilota regionali esistono anche in Germania – ad esempio sulla questione se Özdemir ostacoli i progetti pilota tedeschi sulla cannabis.
Da dove proviene la cannabis legale per i coffeeshop?
La cannabis proviene esclusivamente da produttori certificati che devono rispettare rigide specifiche di qualità e igiene – un netto contrasto con la merce contaminata del mercato nero, dove uno su cinque campioni contiene contaminazioni biologiche. Come possono funzionare i punti di distribuzione controllati lo mostra ad esempio il concetto di Grashaus Projects come qualcosa di più che un semplice punto di distribuzione.






































